Ucraina. Quattro anni di guerra

Roma (NEV), 26 febbraio 2026 – «L’Ucraina – si legge sul sito della Comunità di Sant’Egidio – entra nel suo quinto anno di guerra su larga scala, dopo l’invasione russa del 24 febbraio 2022. In Donbas l’inizio della guerra data al 2014: in queste regioni orientali del paese la guerra dura già da 12 anni. […]

Roma (NEV), 26 febbraio 2026 – «L’Ucraina – si legge sul sito della Comunità di Sant’Egidio – entra nel suo quinto anno di guerra su larga scala, dopo l’invasione russa del 24 febbraio 2022. In Donbas l’inizio della guerra data al 2014: in queste regioni orientali del paese la guerra dura già da 12 anni. Le azioni militari continuano a essere intense su tutta la linea del fronte, mentre negli ultimi mesi si è registrata una escalation degli attacchi missilistici e di droni alle infrastrutture energetiche, che hanno reso particolarmente difficile la situazione in alcune grandi città, in special modo a Kyiv.

Non ci sono dati precisi sul numero delle vittime. Secondo le Nazioni Unite i morti verificati tra i civili sono più di 15.000, di cui 766 minori, mentre i feriti superano i 41.000. Nel 2025 le vittime civili sono aumentate, con un incremento del 31% dei morti. Sebbene le persone con più di 60 anni siano solo il 25% della popolazione, nel 2025 quasi la metà dei civili deceduti e più di un terzo dei feriti nelle aree vicine alla linea del fronte sono anziani.

L’entità complessiva effettiva delle vittime civili, secondo le stesse Nazioni Unite, è probabilmente molto più elevata.

Nessun dato ufficiale è noto riguardo alle vittime tra i militari. Le stime più accreditate indicano circa 300.000 soldati russi morti e 140.000 ucraini. Ben più alto il numero complessivo dei feriti dalle due parti, superiore al milione.

DECREMENTO DEMOGRAFICO – La popolazione ucraina ha conosciuto una drammatica diminuzione. Da 41,5 milioni del 2021 (di cui 3- 4 milioni risiedevano all’estero) a 29 milioni oggi.  secondo UNHCR, 5,75 milioni, i profughi ucraini all’estero quasi tutti in paesi UE, più circa 3,5 milioni che si stimano nelle regioni sotto controllo russo.

CARENZA ENERGETICA – Gli attacchi alle infrastrutture energetiche, hanno ridotto l’energia elettrica a meno della metà del 2021. I blackout prolungati, che hanno costretto molte città al buio, hanno causato anche l’interruzione dell’erogazione dell’acqua e del riscaldamento con gravissime conseguenze per la popolazione civile e in modo particolare per i vulnerabili. A Kyiv, dove sono state prese di mira sistematicamente le centrali termo-elettriche, più di 1.100 edifici multipiano, con decine di migliaia di famiglie, sono rimasti dal gennaio 2026 senza riscaldamento, con temperature frequentemente sotto -10 e con punte di -20.

IMPOVERIMENTO – Secondo l’ONU 10,8 milioni di persone in Ucraina avranno bisogno di aiuto umanitario nel corso del 2026.

Sono i vulnerabili (anziani, malati, disabili, famiglie numerose), i familiari delle vittime, i prigionieri, i feriti e i mutilati, i veterani, le vittime di bombardamenti, gli affetti da disagio mentale sia tra civili che tra militari.

Chi vive vicino alla linea del fronte e gli sfollati interni subiscono il peso più gravoso: 3,7 milioni gli sfollati stimati da IOM (International Organization for Migrations), dei quali il 28% anziani e il 24% minori. Molti di loro hanno conosciuto molteplici evacuazioni, dal 2014 ad oggi».


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Ucraina – COMUNITÀ DI SANT’EGIDIO

 

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