PRATO – L’Arcivescovo Primate della Chiesa Protestante Episcopale in Italia – il M. Rev. Andrea Panerini – condanna senza mezzi termini l’aggressione all’Iran da parte di USA e Israele e l’immagine del presidente statunitense Trump attorniato da ministri evangelicali fondamentalisti in preghiera per il buon esito americano della guerra.
«Premesso, in maniera scontata, che non siamo certo a favore di un regime teocratico sanguinario né del suo precedente capo Khamenei – ha dichiarato Panerini – l’aggressione di USA e Israele, al di fuori di ogni contesto di legalità internazionale all’Iran non indebolisce il regime di Teheran, anzi lo rafforza, in quanto vi sono milioni di iraniani avversi al regime che, tuttavia, non sono disposti a farsi imporre un cambio politico da potenze straniere interessate in via prioritaria alle riserve energetiche del paese. L’Iran è un paese di antichissima civiltà che non deve e non può farsi insegnare la democrazia da parte di una amministrazione statunitense immorale e corrotta.»
«Circa le foto e i video all’interno dello Studio Ovale della Casa Bianca in cui Trump è attorniato e “benedetto” da una ventina di “pastori” evangelicali fondamentalisti – prosegue l’Arcivescovo Primate Panerini – non posso che concordare con il disgusto che ha espresso – tra i molti – l’Arcivescovo cattolico di Chicago. Per questi loschi figuri – che nulla hanno a che vedere con il protestantesimo nè con il cristianesimo in generale – stiamo tornando ai bui tempi del “Dio lo vuole”, al “Deus vult” medioevale con cui si legittimava ogni spargimento di sangue, ogni aggressione e ingiustizia. Stiamo tornando alla legge del più forte, all’animalità dello stato di natura, soppiantando il diritto e la giustizia con una brutalità degna della Germania nazista.»
«Siamo molto preoccupati – conclude Panerini – per un clima di crescente violenza e ingiustizia a livello internazionale come nella politica interna del nostro paese. Ai valori cristiani della prudenza, della temperanza e della carità si sono sostituiti la cieca violenza, l’intolleranza, l’odio per il diverso e l’amore per il profitto e il successo. Tutto questo ci evoca periodi molto foschi della storia umana, che speriamo di non dover, nemmeno in parte, ripetere.»