Roma (NEV), 10 marzo 2026 – L’Agenzia stampa Nev ha avviato la settimana scorsa la pubblicazione di una serie di contributi che possano aiutare alla riflessione e alla comprensione della complessa realtà contemporanea. Qui di seguito l’editoriale del consigliere della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), Luciano Cirica.
Disordine, autoritarismo e fondamentalismo
Nel nostro mondo occidentale stiano assistendo dunque, da tempo, ad un pericoloso e crescente “disordine” che ha determinato la fine dei riferimenti ideali, culturali, politici, economici e sociali che hanno caratterizzato le nostre storie e le nostre democrazie, e che hanno garantito finora, nel bene e nel male, anche se spesso in maniera ipocrita, un equilibrio a livello mondiale. I processi di globalizzazione del commercio, di centralizzazione dei capitali (sempre più spinti e in meno mani), lo sviluppo e predominio sempre più assoluto del “tecno-capitalismo” e la frammentazione geopolitica per l’irruzione sulla scena mondiale di nuovi paesi (che stanno incrinando la storica leadership americana/occidentale) hanno determinato una crisi mondiale, che si pensa di risolvere in maniera sbrigativa e autoritaria.
I processi di centralizzazione delle ricchezze, delle tecnologie e del potere, sempre più in meno mani, conducono inevitabilmente a una contrazione dello spazio democratico e allo sviluppo dell’autoritarismo. Modello autoritario che deve trasformare i modelli democratici e di welfare pubblico (rimasti) e che, oggi, non sono più adatti al sistema mondiale capitalistico e ai processi di finanziarizzazione selvaggia: non servono più né la democrazia e né le sue regole.
Trump non è un folle
Il Presidente USA oggi è l’emblema ed il simbolo di questo processo di annullamento della democrazia e del trionfo, anche violento, delle destre autoritarie nei paesi occidentali: a cominciare dalle ”esecuzioni” di cittadini americani inermi a Minneapolis fino all’escalation dell’attacco in Iran, passando per i dazi e per il rapimento del Presidente del Venezuela, immaginando prossimamente di invadere la Groenlandia o di annettere il Canada, cercando nel frattempo di ridurre i meccanismi democratici americani e, se possibile, modificare i sistemi elettorali a suo vantaggio.
Sembra il disegno di un pazzo, di un megalomane, di un narcisista arrabbiato o di un impulsivo, ma il fenomeno Trump non è una questione terapeutica (che si risolverebbe con la sua fine politica), è qualcosa di più e di diverso: è un progetto di potere (anche violento) della nuova destra, che potrebbe continuare con il suo successore (Vance?) e diventare il modello di riferimento per il nuovo ordine oligarchico e autocratico, dei nazionalisti e dei sovranisti di tutto il mondo.
Come ha scritto Ottorino Cappelli, nel suo ultimo libro (“Trump e la rivoluzione americana. Da dove vengono dove ci portano, Edizioni Scientifiche 2026) ,Trump è soltanto il volto più rumoroso di una trasformazione istituzionale profonda: «L’America di Trump ha dichiarato guerra alla democrazia liberale in nome di una “democrazia nuda”, senza contrappesi, fondata sul potere legibus solutus di un Capo investito dal Popolo».
Ma la parte più inquietante di Trump riguarda il prossimo futuro e il ruolo delle elezioni. Secondo il prof. Cappelli, infatti, Trump farà di tutto per rivedere le procedure elettorali e ridisegnare i collegi ovvero truccare, aggirare o al limite invalidare le elezioni di midterm: sarebbe per lui infatti una sconfitta irreversibile perdere la maggioranza del parlamento.
Il Fondamentalismo
Il presidente Usa Trump, occorre infine ricordare che – fatto nuovo fin dall’inizio della sua campagna elettorale – ha stabilito e utilizzato un “perverso” rapporto strumentale con il fondamentalismo cristiano: l’altra faccia dell’autoritarismo. Aspetto che tocca in modo particolare la nostra sensibilità di credenti. “Tra culto del leader – scrive Paolo Naso su Famiglia Cristiana-, uso sacrale del potere e benedizione delle politiche di forza, la religione diventa strumento di legittimazione dell’arbitrio“, mentre “Trump diventa apostolo del nazionalismo cristiano, con Dio arruolato per un’ America sempre più autoritaria e senza compassione “. Il rischio quindi, per i prossimi anni, è rappresentato dal fatto che questo modello trumpiano si possa ampliare e diffondere, non solo come disegno politico, ma anche e soprattutto come progetto ideologico, culturale e religioso (?) di una nuova destra autoritaria.
Luciano Cirica
Napoli, 4 marzo 2026
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