Sono stato bullizzato

Mi chiamo Alessandro e vivo in provincia di Torino. A ...

Mi chiamo Alessandro e vivo in provincia di Torino. A cinque anni subii degli abusi sessuali, fui obbligato a compiere pratiche omosessuali. All’epoca frequentavo una chiesa con la mia famiglia che era cristiana. Non ne parlai con nessuno perché provavo vergogna. Negli anni delle elementari e poi in quelli delle medie tenni tutto dentro. Ero un ragazzino buono e tranquillo, ma forse proprio questo spinse dei ragazzi più grandi a darmi degli schiaffi, poi qualche botta più forte, a offendermi sistematicamente con parole che, giorno dopo giorno mi fecero perdere l’autostima, la sicurezza e mi fecero sentire davvero male. Al punto che, a causa di questi ripetuti atti di bullismo, pensai più volte al suicidio. Tale era il mio malessere che per un anno intero non andai a scuola, rimanendo chiuso in casa depresso. Cercai, ma inutilmente di avere qualche rapporto con altre persone perché questi episodi di bullismo avevano creato un forte isolamento: tutti, amici compresi, si erano allontanati da me, ed ero sempre solo. Per farmi accettare dai ragazzi più grandi e ottenere la loro attenzione, mi resi disponibile a pratiche omosessuali, senza rendermi conto di essere diventato solo uno strumento per il loro divertimento. La situazione continuò anche nei primi anni delle superiori, ma dal secondo anno le cose cambiarono perché caddi in una profonda fase depressiva che mi fece pensare continuamente al suicidio. Diventai anche autolesionista, infliggendomi sofferenza come se volessi punirmi per quello che ero. Ogni giorno, tornato a casa dalla scuola, mi chiudevo in camera per giocare ai videogiochi occupando tutto il mio tempo senza studiare né avere rapporti con altre persone; la mia vita era: scuola, casa, videogiochi.

Gli atti di bullismo hanno sconvolto e distrutto la mia vita. Chi mi conosca diceva: “Non meriti di vivere”, “Sei una nullità, vali zero”, e io mi sentivo sempre più affondare. Purtroppo si erano anche diffuse delle voci sugli abusi che avevo subito da bambino e questo, invece di suscitare compassione, aveva generato altri episodi di derisione in cui ero etichettato come omosessuale. La pressione era tale che dentro di me pensavo: “Ho fatto queste cose da bambino, la gente pensa che io sia omosessuale, forse vedono cose che io non vedo, forse sono davvero così”.

Grazie a Dio nel 2009 mi fu presentato Gesù in un modo che non avevo mai considerato prima, nonostante frequentassi una chiesa cristiana. Avevo 17 anni e, per mia scelta personale, quel Dio di cui avevo sentito parlare, divenne il mio Dio. Questo nuovo rapporto con Dio mi dava gioia e amore, al punto da non riuscire a tacere, sentendo il bisogno di parlarne anche ad altri. Quel giorno, sul mio diario, scrissi di quanto amassi Dio, e quell’amore rimane in me ancora oggi.

Le cose cominciarono a cambiare: la tristezza lasciò spazio alla gioia. Fu come se mi fossi tolto dei vestiti vecchi e avessi indossato un abito nuovo: ero davvero felice. Iniziai a impegnarmi per conoscere meglio Dio, a leggere la Bibbia chiedendo a Dio di mostrarmi ciò che desiderava da me e iniziando a credere che avesse un piano per me e per la mia vita. Dopo aver terminato le superiori e l’università, decisi di trascorrere del tempo con Dio e, mentre mi impegnavo in questo, iniziai a sentire il desiderio di aiutare le persone che, come me, avevano subito degli abusi o erano state vittime di bullismo. Io l’ho sperimentato in prima persona: essere bullizzati porta a sentirsi annullati e a pensare di compiere gesti estremi come il suicidio, o l’autolesionismo. Cominciai a provare il desiderio di fare qualcosa per queste persone e, allo stesso tempo, di parlare di Dio anche nei luoghi in cui la Sua testimonianza non è ancora arrivata.

Oggi trascorro del tempo con Dio pregando e leggendo la Bibbia e provo sempre una grande gioia nel parlare con gli altri di ciò che il Signore ha fatto nella mia vita, incoraggiandoli ad affidarsi a Lui. So che, anche se sono giovane, dovrò affrontare ancora molte battaglie, ma non sarò mai solo. Dio sarà sempre con me. Dio è potente e nella Sua Parola, in Isaia 43:4, dice: «Tu sei prezioso ai miei occhi e io ti amo». Sì, Dio ama anche te e, anche se qualcuno ti ha fatto del male, permetti al Signore di farti provare il Suo amore. Con Lui, io l’ho sperimentato, tutto potrà migliorare.

Alessandro

Cristiani Oggi – febbraio 2026

trasposizione della testimonianza raccolta da ADI audiovisivi

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