La piaga del bullismo

Il bullismo è una piaga contemporanea in continua evoluzione, conosciuta da tutti a livello teorico come frutto di un comportamento aggressivo e intimidatorio ripetuto nel …

Il bullismo è una piaga contemporanea in continua evoluzione, conosciuta da tutti a livello teorico come frutto di un comportamento aggressivo e intimidatorio ripetuto nel tempo di una persona o di un gruppo nei confronti di chi è considerato più debole. La gravità di questo fenomeno è spesso sottovalutata fino a quando non si subisce in prima persona o in famiglia, e solo allora se ne comprendono i reali danni fisici, psicologici e sociali. Il bullismo non ha età, dal momento che questa forma di violenza si manifesta persino tra gli anziani. Il bullo è solitamente una persona fragile che vive la delusione di propri disagi familiari. Alcuni addossano la colpa alle istituzioni, altri alla famiglia, altri ancora indicano chiaramente la responsabilità personale.

Il bullo fondamentalmente vive una insoddisfazione profonda che sfoga con la violenza verso gli altri. Il bullo sembra forte, ma in realtà ha un basso concetto di sé che cerca di elevare manifestando una condotta aggressiva e prepotente. In realtà il bullo è più fragile di quanto possa sembrare: spesso cova la propria rabbia nel silenzio, non riesce a comprendere gli altri e non prova sensi di colpa. Si crede un leader e si fa forte della stima del branco in cui i gregari hanno con lui in comune l’insoddisfazione che sfogano nella violenza di gruppo. Quando il bullo individua una vittima, la umilia senza rendersi conto della sofferenza che provoca. Spesso la vittima è una persona abituata a non reagire e viene costretta a non parlarne con nessuno per la paura che la situazione possa peggiorare. Le vittime di bullismo subiscono danni fisici come calci, spintoni, sgambetti, pestaggi, danni verbali come umiliazioni pubbliche, minacce, insulti e offese riguardo al loro aspetto, alle loro origini, o alla loro religione, nonché danni psicologici come ansia, insicurezza, disturbi del sonno, bassa autostima e rifiuto del cibo, e danni sociali come l’isolamento e l’esclusione da parte dei compagni, nonché la paura di uscire di casa. Solitamente la vittima non riceve aiuto dagli altri, che si accorgono delle prepotenze ma non hanno il coraggio di intervenire e prendere posizione, e pensa di non riuscire a difendersi da sola. Essere vittima di bullismo mina la dignità e aumenta il rischio di sviluppare disturbi, quindi è necessario difendersi immediatamente per spezzare il circolo vizioso del potere del bullo. Come fare? I passi fondamentali sono tre:

1. Non colpevolizzarti, ma non reagire alla violenza del bullo con la violenza. Mostra invece che le sue parole non ti spaventano: parla con voce calma e decisa. Rispondi con autocontrollo, ma non sfidarlo. Se il bullo non trova una persona remissiva, ma coraggiosa, di solito smette. Ricorda che chi usa la violenza non è il più forte, anzi è il contrario! La Bibbia dice: «Chi è lento all’ira ha molto buon senso, ma chi è pronto ad andare in collera mostra la sua follia» (Proverbi 14:29) e «Chi è lento all’ira vale più del prode guerriero; chi ha autocontrollo vale più di chi espugna città» (Proverbi 16:32). Rivolgiti al Signore in preghiera: Dio agirà nella tua vita rendendoti una persona forte in Lui e migliore per gli altri.

2. Circondati di amici veri. Il bullo si fa forte del branco che lo circonda, tu cerca degli amici che possano starti vicino, sostenerti e aiutarti: «L’amico ama in ogni tempo; è nato per essere un fratello nella sventura» (Proverbi 17:17). Fai capire al bullo che non sei solo e ricorda che anche gli altri possono avere bisogno di te, per cui sii di aiuto per chi vedi che si trova in difficoltà.

3. Informa la tua famiglia di quanto ti sta accadendo e, se i fatti si verificano a scuola, avvisa anche l’insegnante, in modo che il bullo sia invitato a desistere dal suo comportamento e aiutato a superare il suo disagio.

Antonella Rutigliano – assistente sociale

Cristiani Oggi – febbraio 2026

Foto: Freepik

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