Il bullismo può manifestarsi in diverse forme: fisica con colpi, spintoni, calci e pugni; verbale con insulti, minacce, derisione e diffamazione; sociale con esclusione dal gruppo, diffusione di pettegolezzi e cyberbullismo. Il cyberbullismo è disciplinato dalle Legge n.71 del 29.05.2017 “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”, che regolamenta anche i comportamenti online e considera come molestie quelle operate tramite social media per offendere la vittima.
I dati attuali sul bullismo in Italia sono preoccupanti: secondo l’indagine Istat del 2025 quasi il 21% dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni ha subito un episodio di bullismo o cyberbullismo con frequenza mensile e il 68,5% di questi è stato vittima di comportamenti offensivi, irrispettosi o diffamatori, anche online.
Il bullismo da un punto di vista giuridico. Nel nostro Paese il bullismo di per sé non costituisce reato, ma può manifestarsi con condotte perseguibili penalmente, come percosse (art. 581), lesioni personali (art. 582), diffamazione (art. 595), atti persecutori (art.612). In presenza di tali atti la vittima può sporgere denuncia e può chiedere un risarcimento per il danno patrimoniale, morale, psichico ed esistenziale subito. La normativa di legge di contrasto al bullismo e al cyberbullismo (70/2024 e D.L.99/2025) mira a prevenire e a contrastare questi fenomeni, affidando maggiori responsabilità alle famiglie e alle scuole, che sono chiamate ad adottare le linee guida ministeriali e a informare i genitori.
Il bullismo dal punto di vista biblico. Nella Bibbia alcune vicende possono essere lette e interpretate come quelle di bullismo odierno. Una di queste riguarda Giacobbe, vittima dell’invidia dei fratelli che «vedevano che il loro padre lo amava più di tutti gli altri fratelli; perciò lo odiavano e non potevano parlargli amichevolmente» (Genesi 37:4). Il seguito della vicenda è noto: lo catturarono, lo spogliarono della sua veste e lo vendettero a degli Ismaeliti, come narrato in Genesi 37. Dio condanna ogni forma di sopruso, violenza e prevaricazione e invita alla calma e all’amore: «Chi è lento all’ira vale più del prode guerriero; chi ha autocontrollo vale più di chi espugna città» è scritto in Proverbi 16:32.
Per Dio ogni individuo è prezioso, e questo è vero sia tra i banchi di scuola, dove ci si può sentire soli, emarginati e derisi, sia sul posto di lavoro, dove è possibile subire mobbing. Ma come ci insegna Gesù dobbiamo agire con l’amore e la pace di Dio, senza cedere a ripicche e sentimenti di odio. Se assisti a episodi di bullismo non rimanere indifferente: sii di aiuto e incoraggia chi è vittima a cercare forza e aiuto in Dio. Dobbiamo pregare anche per i bulli affinché possano conoscere l’amore di Dio capace di trasformare radicalmente il loro cuore, sostituendo l’odio, la gelosia e la violenza, con la benevolenza, la giustizia e la pace grazie a un cuore reso nuovo da Gesù.
Emanuela Fico – avvocato
Cristiani Oggi – febbraio 2026
Foto: Freepik
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