Parola d’ordine: pensare al futuro

“Mi illumino di meno 2026, mi illumino di scienza”. Ne parliamo con Massimo Cirri, conduttore di Caterpillar di Radio2 e ideatore dell’iniziativa.   – Quest’anno è la 22a edizione: perché puntare sulla scienza?

Parola d’ordine: pensare al futuro

16 Febbraio 2026

by Gian Mario Gillio

L’intervista a Massimo Cirri, conduttore di Caterpillar di Radio2 e ideatore dell’iniziativa “Mi illumino di meno”

“Mi illumino di meno 2026, mi illumino di scienza”. Ne parliamo con Massimo Cirri, conduttore di Caterpillar di Radio2 e ideatore dell’iniziativa.

 

– Quest’anno è la 22a edizione: perché puntare sulla scienza?

«Perché è uno dei modi che noi umani abbiamo a disposizione, uno dei tanti, ma forse uno dei più fondati che abbiamo per capire il mondo, per interagire con il mondo, e credo che sia l’ultimo metodo rimasto per provare a salvarlo. Il capitalismo, perdonatemi la sintesi brutale, lo sta mettendo a rischio, e allora, la visione scientifica la migliore prodotta dall’umanità. Da ventidue anni facciamo questa piccola cosa, banale, chiamare le persone a un gesto di sensibilità».

 

– Com’è nata l’iniziativa?

«Promossa da Caterpillar di Radio2, era una iniziativa all’epoca un po’ disallineata rispetto al palinsesto. E dunque si decise di chiedere alle persone di provare a riflettere su che cosa fosse per loro l’energia, su quale ruolo avesse nella nostra vita. Qualche mese prima, settembre 2004, un blackout aveva lasciato al buio mezzo Italia, a causa di un albero e di una linea di alta tensione che si erano sfiorati in Svizzera. Quella notte l’Italia stava importando energia elettrica dalle centrali francesi, quelle nucleari. Come redazione avevamo pensato: perché non proviamo a chiedere alle donne e agli uomini di buona volontà di fare un gesto simbolico? Come spegnere la luce e risparmiare energia».

 

– Quindi è partita la Campagna radiofonica…

«Abbiamo cominciato a dire: spegniamo le luci quando non servono e riflettiamo sull’uso razionale dell’energia. Poi abbiamo pensato che avremmo potuto proporre un’iniziativa nazionale: ora milioni di italiani al pomeriggio tornano a casa e si comportano in modo parsimonioso. E tanti si sono indirizzati sui pannelli solari».

– E la politica?

«Ci teniamo e “ci proviamo”: quest’anno proviamo a mettere in comunicazione la politica e la scienza. La lentezza dei decisori su questo tema è evidente a tutti, le paure, i timori, soprattutto gli interessi sono persistenti, e questo non ha fatto progredire l’idea di uno sviluppo energetico responsabile. Per questo, martedì 16 concluderemo la Campagna andando in onda dalla Camera dei Deputati dove abbiamo invitato un po’ di scienziati, come il Nobel Parisi, esperti del Cnr e dell’Enea, politici, per vedere se sia possibile rimettere in atto questa comunicazione. Ossia tra il dire degli scienziati, ciò che chiedono le persone attente e responsabili, e ciò che invece dovrebbero fare i decisori politici».

Le guerre sono state messe al centro dell’iniziativa.

«Sì, le guerre sono sempre questioni di energia, con le grandi potenze che arretrano sugli investimenti nella transizione ecologica, con la crisi energetica che spaventa. L’abbiamo ormai capito, e lo sapevamo, ci ritroviamo al centro di una campagna che promuove la guerra e di nuovo per il petrolio. Una guerra che colpisce noi umani, in mezzo a guerre non dichiarate, a “simil-guerre”, a colpi di Stato, per avere il dominio sulle fonti fossili, proprio quelle che stanno uccidendo il nostro futuro».

– La Campagna ha preso avvio il 16 gennaio con una puntata speciale di Caterpillar dal Cern di Ginevra…

«Il Cern è un luogo dove gli scienziati giunti da tutti i paesi del mondo fanno cose innervate di futuro, che costano certo, ma che sono un vero investimento. Ci sembrava fosse un posto simbolicamente rappresentativo».

– Nel lungo vostro peregrinare, le adesioni alla Campagna sono state innumerevoli. Anche la Federazione delle chiese evangeliche in Italia, infatti, aderisce da anni…

«Queste adesioni sono l’attestato e la testimonianza che un mondo diverso è possibile, per usare una frase abusata, ma vera. Abbiamo raccontato l’adesione delle chiese evangeliche giovedì scorso, e al contempo l’adesione di una grande e nota catena di vendita. Due mondi diversi ma con lo stesso obiettivo. Abbiamo illuminato l’adesione di un circolo di judo in Romagna, che nel periodo della campagna fa le sue lezioni a luci spente e in solidarietà con il compagno di corso ipovedente. Per cui è molto bello questo mondo, ed è pieno di tante iniziative diverse, di tante scuole, associazioni, Comuni che organizzano e spengono per due ore le luci nelle loro piazze, vie, nei loro stabili; un meccanismo che ci dice quanto le persone, le aziende, le associazioni sentano il bisogno di essere presenti e di sentirsi parte di una grande comunità».

– Il 16 febbraio è la Giornata nazionale del risparmio energetico, degli stili di vita sostenibili. I valdesi la sera stessa accendono i fuochi per ricordare i diritti civili concessi da Carlo Alberto con le Lettere Patenti nel 1848. Ma in concomitanza con il vostro evento e quello dei valdesi, ci sono le Olimpiadi invernali…

«È una questione. Immagino che si sia discusso molto sul tipo di investimento; se si potesse o meno fare qualcosa di più sostenibile, se si potessero usare diversamente i fondi stanziati. La questione dirimente è un’altra: tra ventidue anni – per usare il tempo di vita della nostra Campagna – ci saranno ancora degli sport invernali? Ci sarà ancora un inverno? Ventidue anni sono un respiro dell’umanità. Quindi, Olimpiadi e polemiche a parte, sarebbe bene pensare al futuro. Oggi la parola d’ordine è e dev’essere solo una: responsabilità. Essere responsabili può anche essere molto piacevole, molto divertente e se poi lo si fa insieme, la responsabilità diventa un cambiamento, un salto di paradigma. Dunque, una bellezza».

Vai all'articolo su Riforma.it


Riformait

370 Blog Beiträge

Kommentare