Diritto all’acqua e giustizia di genere

Roma (NEV), 17 febbraio – Si apre domani, mercoledì 18 febbraio, l’edizione 2026 delle Sette settimane per l’acqua. Lanciata dalla Rete ecumenica per l’acqua (EWN) del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC),la campagna quest’anno si focalizza sulla parità di genere nell’accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari. “La giustizia idrica è inseparabile dalla giustizia di genere – spiega […]

Roma (NEV), 17 febbraio – Si apre domani, mercoledì 18 febbraio, l’edizione 2026 delle Sette settimane per l’acqua. Lanciata dalla Rete ecumenica per l’acqua (EWN) del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC),la campagna quest’anno si focalizza sulla parità di genere nell’accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari.

“La giustizia idrica è inseparabile dalla giustizia di genere – spiega Dinesh Suna, coordinatrice della Rete ecumenica per l’acqua del WCC -. Quando vediamo donne e ragazze camminare per ore per procurarsi l’acqua, mentre vengono escluse dalle decisioni sulla gestione idrica, assistiamo a una profonda violazione della dignità che la Chiesa non può ignorare”.

Ogni settimana verrà caratterizzata da un tema specifico, il primo dei quali riguarda le comunità resilienti al cambiamento climatico nel contesto dell’acqua, dei servizi igienico-sanitari e dell’igiene (water, sanitation, and hygiene – WASH).

Le Sette settimane per l’acqua iniziano il primo giorno del Tempo della Passione o Quaresima e terminano il 1° aprile, Giornata mondiale dell’acqua. Questo le Settimane si integrano con il Digiuno globale dal carbon fossile indetto dal CEC nell’ambito del Decennio ecumenico di azione per la giustizia climatica.

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