Zichichi, lo scienziato in equilibrio tra scienza e fede

È scomparso nei giorni scorsi, a 96 anni, Antonino Zichichi, uno tra…

È scomparso nei giorni scorsi, a 96 anni, Antonino Zichichi, uno tra i più noti scienziati italiani dell’ultimo secolo, nonché uno tra i più strenui sostenitori del dialogo tra scienza e fede. Appena alcuni mesi fa il Corriere gli aveva dedicato un’intervista a tutto campo in cui Zichichi non ha smentito il suo approccio sempre poco allineato rispetto agli indirizzi di pensiero più comuni.

Critico sulle tesi più diffuse in relazione al riscaldamento globale («L’uomo contribuisce sì al fenomeno, ma la causa più rilevante e grave è naturale: dipende dalle condizioni della Terra, non dai suoi abitanti»), Zichichi ha avuto da ridire anche sulla teoria dell’evoluzione di Darwin: «Intanto non è affatto una teoria scientifica seria e rigorosa. La scienza è tale quando la realtà delle cose è dimostrabile, e ciò con l’evoluzione di Darwin non accade. Non spiega, ad esempio, come sia avvenuto il passaggio dalla materia inerte alla materia vivente e poi alla sola forma di materia vivente dotata di ragione, che è l’uomo».

Altra battaglia che lo scienziato ha portato avanti fino alla fine è la lotta all’astrologia e alle superstizioni: «è un male che talvolta aggredisce l’individuo. Ho scritto anche un libro dal titolo Il vero e il falso per criticare la diffusa pratica degli oroscopi a cui la gente purtroppo si affida credendo a realtà inesistenti. Bisogna combattere questi pensieri che danneggiano e provocano soltanto dei danni».

Un ultimo pensiero nell’intervista, immancabilmente, Zichichi l’aveva dedicato al rapporto tra scienza e fede, che «nella realtà sono collegate, ed è inevitabile che lo siano. Devono coesistere: la scienza è la trasformazione del pensiero in realtà e la fede è un credo. L’uomo vive sempre nell’immanente e nel trascendente: è un bisogno naturale della mente».

foto: corriere.it

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