Roma (NEV/chiesavaldese.org), 24 febbraio 2026 – Nuova puntata della rubrica “Cristiani nel mondo” a cura del pastore Luca Maria Negro.
Il mese scorso la nostra nota sui cristiani in Groenlandia era partita da una delle tante “esternazioni” del presidente Trump: la ripetuta affermazione “We need Greenland”, noi (Stati Uniti) abbiamo bisogno della Groenlandia. Questo mese ci spostiamo a Cuba, e anche in questo caso ci tocca partire da Trump, e in particolare dal suo “ordine esecutivo” del 29 gennaio scorso, che mira a realizzare un embargo totale sulle forniture di petrolio a Cuba, causando enormi difficoltà alla popolazione (10,9 milioni) dell’isola caraibica. In una dichiarazione congiunta del 19 febbraio, il Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) e l’agenzia umanitaria ecumenica ACT Alliance (Action by Churches Together, con 164 membri in 127 paesi) notano che “Cuba è altamente dipendente dal carburante importato per tutti i servizi essenziali. Le conseguenze per il popolo cubano dell’embargo statunitense sulle forniture di carburante saranno perciò gravi – dall’impatto sulla generazione di energia, su ospedali e servizi sanitari, acqua e sistemi igienico-sanitari, trasporto pubblico, produzione e distribuzione di cibo. Una punizione collettiva di tale natura esistenziale dell’intera popolazione cubana non può essere giustificata”…
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