Roma (NEV), 27 febbraio 2026 – Era il 29 febbraio del 2016. Al terminal 5 di Fiumicino arrivarono dal Libano 97 profughi, per lo più famiglie di siriani che fuggivano dalla guerra in corso e che non avrebbero avuto modo di raggiungere l’Europa se non con i viaggi della disperazione nel mare Mediterraneo, come molti altri loro compagni. Fu l’inizio di una storia felice, quella dei corridoi umanitari organizzati dalla società civile in accordo con lo Stato italiano, primo paese in Europa a renderli possibili, ma poi anche con Francia, Belgio e Andorra.
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