NewMediaDevelopment. Terreno comune tra giustizia, media e clima

Roma (NEV), 27 febbraio 2026 – Sebbene l’ottica della giustizia climatica abbia preso piede negli ambiti della politica climatica, “il mondo deve anche prestare attenzione a come la carenza di comunicazione e informazione comprometta la lotta per la giustizia climatica”, scrive Philip Lee, redattore di New Media Development.rivista dell’Associazione mondiale per la comunicazione cristiana (WACC). […]

Roma (NEV), 27 febbraio 2026 – Sebbene l’ottica della giustizia climatica abbia preso piede negli ambiti della politica climatica, “il mondo deve anche prestare attenzione a come la carenza di comunicazione e informazione comprometta la lotta per la giustizia climatica”, scrive Philip Lee, redattore di New Media Development.rivista dell’Associazione mondiale per la comunicazione cristiana (WACC).

La risposta al cambiamento climatico, “la sfida più urgente e complessa dei nostri tempi”, deve porre al centro i diritti di comunicazione, sottolinea uno degli approfondimenti del primo numero del 2026 della rivista, appena lanciata dalla WACC.

Il nuovo numero esplora il nesso tra le aspirazioni del WSIS+20 (il processo ONU di revisione ventennale del World Summit on the Information Society) e i risultati della COP30, rispettivamente i processi politici delle Nazioni Unite per l’informazione e sul cambiamento climatico. Nel suo contributo, Aniruddha Jena illustra come il WSIS+20, insieme al Global Digital Compact possano integrarsi con la spinta all’azione della COP30 per offrire un modello pratico e incentrato sulle persone. “È così che i vertici passano dalle parole al mondo reale”. Il vero adattamento climatico consiste nell’ascoltare le esperienze vissute e le conoscenze delle comunità più colpite dal cambiamento climatico, afferma I. Arul Aram. È necessario un impegno multilaterale per “colmare le lacune nella comunicazione e nella giustizia climatica”. Kudzaiishe Ndawana e Ngoni Muchenje raccontano come la Methodist Development and Relief Agency (MeDRA) stia integrando strumenti digitali con la comunicazione e la conoscenza indigena per rafforzare la resistenza ai cambiamenti climatici nelle comunità rurali.
Edilberto M. Sena esplora le due facce della medaglia della crescita economica attraverso la lente della COP30, spiegando come i movimenti popolari stiano usando la comunicazione per resistere e offrire alternative. Serge Bisimwa riflette sull’impatto dell’intelligenza artificiale sulla libertà di stampa nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, dove la tecnologia digitale comporta sia maggiori rischi di disinformazione sia opportunità per i professionisti dei media e la società civile.

Questo numero di New Media Development include un estratto dalla Dichiarazione del Vertice dei Popoli alla COP30, una lettera aperta che chiede alla COP30 di codificare l’integrità delle informazioni, una dichiarazione alla riunione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite sui risultati della revisione del WSIS+20 e un riepilogo dei risultati del WSIS+20.

Media Development 1/2026 è scaricabile gratuitamente per i membri (individuali e/o organismi collettivi) della WACC.

Per ulteriori informazioni: WACC | Subscribe

traduzione e adattamento di Matteo Durante


Media Development è una rivista trimestrale internazionale dedicata alla teoria e alla pratica della comunicazione in tutto il mondo. Molti autori e autrici scrivono dal punto di vista del Sud del mondo, evidenziandone i valori sociali, culturali e spirituali.

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