Un combattente come un leone

Sono Dina Polverino, frequento la Chiesa Evangelica di Portici. Il Signore è stato infinitamente misericordioso con me. Un tempo ero triste, perché il peccato pesava …

Sono Dina Polverino, frequento la Chiesa Evangelica di Portici. Il Signore è stato infinitamente misericordioso con me. Un tempo ero triste, perché il peccato pesava sul mio cuore e sulla mia vita, ma un giorno Gesù è diventato il mio personale Salvatore: ha perdonato i miei peccati, mi ha portato nella Sua meravigliosa luce e mi ha donato un sorriso che prima non conoscevo.

Due anni dopo il mio matrimonio, scoprii di aspettare un bambino. La gioia fu subito segnata dalla paura: avevo un distacco di placenta e temetti di perdere il bambino. Venni ricoverata d’urgenza. Durante l’ecografia, il medico mi disse una frase che non dimenticherò mai: “Questo bambino vuole vivere: è come un leone, è un combattente!”

E così fu: Samuele venne alla luce, vivace e forte. Nei mesi successivi notammo che muoveva continuamente le pupille. Iniziarono le visite, gli accertamenti, una paura silenziosa cresceva e ci stringeva il cuore: una pediatra parlò di un possibile tumore alla corteccia cerebrale. Ma gli esami successivi esclusero il tumore anche se ci consigliarono di rivolgerci a una genetista.

Iniziò così un lungo percorso di analisi genetiche, cariotipo, mappa cromosomica. Quando il ciclo fu completato e ci chiamarono per la relazione finale, la dottoressa ci presentò una situazione molto grave. Ci fu comunicato che Samuele non sarebbe stato un bambino “come gli altri”, il suo era un caso unico al mondo: aveva una mappa cromosomica a mosaico con quattro linee cellulari diverse, quattro patrimoni genetici con 47 cromosomi, una condizione rarissima che avrebbe dovuto ridurlo da lì a poco a uno stato vegetativo. Disse chiaramente: “Vostro figlio non potrà camminare, non sarà in grado di mangiare da solo, avrà bisogno di assistenza continua perché sarà allettato, vivrà in uno stato vegetativo”.

Dopo qualche tempo la genetista che ci seguiva, visitando Samuele, rimase stupita nel vedere come il piccolo camminava e mangiava da solo. A due anni iniziammo alcune terapie per aiutare Samuele che non parlava. Ancora oggi la sua comunicazione non è propriamente verbale, ma si fa comprendere benissimo. Le fasi della crescita non sono state facili, ma non ci siamo mai sentiti soli: la potenza del Signore ci ha sostenuti passo dopo passo. Oggi, ogni volta che vedo Samuele camminare per casa, realizzo la gloria di Dio. Samuele è sempre stato molto sensibile nei confronti degli stati d’animo altrui. Al centro terapeutico che ha frequentato percepiva la tristezza e la disperazione delle mamme. Si avvicinava loro, con affetto le abbracciava e queste piangevano, toccate profondamente.

Un giorno una signora affetta da distrofia muscolare mi disse: “Tuo figlio Samuele mi ha abbracciata e io ho percepito chiaramente la presenza di Gesù”. Abbiamo sempre pregato Dio chiedendoGli di essere coinvolti nel servizio a Lui per raggiungere le anime dicendo: “Signore, manda me”

Credo che Dio ci abbia risposto donandoci Samuele, perché attraverso di lui possiamo parlare di Gesù a tante mamme sofferenti, depresse e angosciate. Ovviamente prego sempre per la guarigione di nostro figlio, ma anche se Dio decidesse di non guarirlo, non smetterò mai di lodarLo. Per mezzo di Samuele ho conosciuto l’amore di Dio in modo ancora più profondo. Quando Samuele alza le mani per lodare il Signore, quando canta pur senza parole, io vedo la grazia di Dio e la Sua gloria ogni giorno nella nostra casa.

Desidero incoraggiare chi soffre: affidati a Dio, perché solo in Lui sarà la tua forza. Se Lo invochi, la Sua presenza non ti abbandonerà mai, nemmeno per un istante.

Dina

Cristiani Oggi – febbraio 2026

Foto: Freepik

Vai all'articolo su cristianioggi.org


Cristianioggiorg

33 Blog Mesajları

Yorumlar