Dalla prigione di tenebre alla libertà del cielo

Il mio nome è Marco. Quando un giorno sono stato ...

Il mio nome è Marco. Quando un giorno sono stato aggredito brutalmente senza motivo da una decina di persone, mi raggiunse un colpo alla testa inferto con un manganello. Il medico che mi stava assistendo mi disse: “Sei stato miracolato: se il colpo che hai ricevuto fosse stato di solo due centimetri più in alto non saresti qui vivo per essere ricucito”. Mi chiesi:  “Se avessi saputo prima quello che stava per accadermi, avrei forse evitato di ritrovarmi lì in quel momento?” Cominciai ad avere paura del futuro, il domani mi angosciava. Quello che desideravo di più era conoscere quello che mi attendeva. Fu così che iniziai a praticare la cartomanzia e altre pratiche esoteriche. In quei momenti udivo una voce e scorgevo fugacemente delle immagini. A dire la verità pensavo di vedere, credevo di sentire, supponevo di avere una specie di dono, che presto si rivelò, invece, un grande danno. L’avversario delle anime con queste illusioni mi aveva convinto che il mio dono poteva aiutare altri che, come me, affrontavano la paura del domani.

Ma questi miei “successi” presentarono presto come conto salato da pagare un forte contrasto con la famiglia, una tensione continua che mi alienava tanto e, pur vivendo sotto lo stesso tetto, ero sempre solo, isolato nella mia stanza. Qualche volta per fare contenti i miei familiari accettavo di accompagnarli al culto in chiesa, ma non riuscivo a stare seduto tra i banchi. La lode che veniva elevata a Dio mi inabissava. Ormai quelle pratiche esoteriche avevano preso il sopravvento su di me. Mi svegliavo nel cuore della notte, un tremendo senso di terrore mi soffocava. Non avevo la forza per reagire, non avevo voglia di parlare con nessuno della mia condizione. Una cosa però sapevo, che la mia famiglia stava pregando per me, e oggi so che c’è potenza nell’unico Dio presso il Quale si può presentare ogni nostra intercessione. In quei giorni la morte mi appariva come l’unico modo per sottrarmi alle brutture che vivevo, all’opprimente angoscia schiacciante, al buio che turbava la mia mente cercando di farmi credere che ormai non c’era più speranza per me. Chi avrebbe potuto darmi sollievo? Ma accadeva che, ogni volta che avevo predisposto un modo per compiere un passo estremo, “qualcosa” scendeva nel mio cuore tenendolo calmo. Oggi so che era il Signore che stava rispondendo alle preghiere di intercessione dei miei.

Quando la mia famiglia fu chiamata a collaborare al turno di un campeggio evangelico, io li seguii di malavoglia e senza aspettative. Fu una settimana di intensi combattimenti in cui accadde che, quando a un certo punto provai a pregare con sincerità gridando a Dio, sentii un rumore di catene che, infrangendosi, cadevano da me, mentre la pace di Dio mi inondava, il Suo amore leniva le mie ferite, il Suo Spirito mi riempiva. Ancora oggi l’esito della battaglia dipende dal Signore! Ora potevo liberamente e con gioia unirmi anch’io alla lode elevata a Dio dai credenti e cantare con loro: “Nulla so del mio domani… il mio Gesù è con me lungo il cammino: Egli sa quel che avverrà” perché l’ho provato. Grande è la Sua fedeltà!

Marco Gallo

Cristiani Oggi – febbraio 2026

foto: Freepik

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