Quando l’ecumenismo passa anche da una biblioteca universitaria

Roma (NEV) 5 marzo 2026 – Dopo più di dieci anni di pianificazione e in seguito alla firma dell’accordo dell’ottobre 2025, la più grande biblioteca teologica dell’America Latina, prima appartenente all’Istituto Superiore Evangelico di Studi Teologici (ISEDET), si è trasferita nella sua nuova sede presso l’Università Pedagogica Nazionale della Città Autonoma di Buenos Aires.  Il […]

Roma (NEV) 5 marzo 2026 – Dopo più di dieci anni di pianificazione e in seguito alla firma dell’accordo dell’ottobre 2025, la più grande biblioteca teologica dell’America Latina, prima appartenente all’Istituto Superiore Evangelico di Studi Teologici (ISEDET), si è trasferita nella sua nuova sede presso l’Università Pedagogica Nazionale della Città Autonoma di Buenos Aires.

 Il sito web della Iglesia evangelica valdese del Rio de La Plata, ne ha parlato con Daniel Beros, direttore esecutivo della Fondazione Rete ecumenica di educazione teologica (REET), per chiedergli quali saranno i prossimi passi in vista dell’apertura al pubblico.

 Questo processo sta iniziando a prendere forma e, nelle parole di Beros, si riflette tutto l’impegno che ha unito le chiese che facevano parte dell’ISEDET “consegnando una vasta collezione da mettere a disposizione delle proprie comunità di fede, al mondo intero e alla società in generale”. 

Si tratta di una collezione, ha sottolineato Beros, “nata dal frutto di sforzi trasversali e di generazioni diverse, un motivo di orgoglio per il protestantesimo del Rio e che, dunque, deve continuare a esistere”.

L’accordo, firmato nell’ottobre 2025 tra le quattro chiese – la Chiesa Evangelica Valdese del Río de la Plata, la Chiesa Metodista Argentina, la Chiesa Evangelica Luterana Unita e la Chiesa Evangelica del Río de la Plata – e l’Università Pedagogica Nazionale (UNIPE), ha permesso l’acquisizione di “risorse preziose per il Paese”. 

“L’integrazione, poi, con la biblioteca del sistema universitario – ha proseguito Beros – garantisce non solo un solido quadro istituzionale ma anche un’opportunità di ripresa e di sviluppo. E sarà di grande importanza anche per il progetto accademico ecumenico della regione”. 

Riguardo alle ulteriori possibilità, derivanti dalla collaborazione tra UNIPE e REET, Beros afferma che “il collegamento con il sistema universitario pubblico può offrire una nuova dimensione, un impatto pubblico e sociale forte per il protestantesimo ecumenico”.

In questo contesto, sulla base dell’accordo tra UNIPE e le chiese, è stato compiuto un primo passo fondamentale: il trasloco. 

I documenti, la maggior parte dei quali era conservata in scatole in un magazzino nel quartiere Barracas di Buenos Aires, e tutto il mobilio, che si trovava nell’ex edificio ISEDET a Flores, sono stati trasferiti in uno spazio affittato dall’Università. 

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