Torna LINFA. Laboratorio interculturale di formazione e accoglienza

Roma (NEV), 6 marzo 2026 – Inizia oggi a Roma il primo incontro della nuova edizione di LINFA, seguito nei prossimi mesi da altri appuntamenti, sia in presenza sia online. Riparte infatti il corso di formazione LINFA, promosso dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI). Questo “Laboratorio interculturale di formazione e accoglienza” è promosso […]

Roma (NEV), 6 marzo 2026 – Inizia oggi a Roma il primo incontro della nuova edizione di LINFA, seguito nei prossimi mesi da altri appuntamenti, sia in presenza sia online. Riparte infatti il corso di formazione LINFA, promosso dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI). Questo “Laboratorio interculturale di formazione e accoglienza” è promosso dalla Sezione Integrazione della Commissione studi e dialogo della FCEI. La Commissione Studi Dialogo Integrazione (COSDI) avvia così la terza edizione di questo percorso pensato per accompagnare e rafforzare le competenze delle persone impegnate nella vita delle comunità.

Sono in arrivo nella Capitale circa 50 partecipanti da tutta Italia, giovani, donne, uomini di diverse età e denominazioni (avventista, battista, chiese libere, metodiste, valdesi, interdenominazionali), di cui una percentuale di circa il 35% è nata all’estero. Sono rappresentate inoltre diverse provenienze e radici che intrecciano Europa, Filippine, America Latina (Ecuador, Perù e Messico) e Africa (Ghana, Camerun, Sudan, Kenya).

Il seminario si tiene presso casa La Salle e si concluderà con la partecipazione al culto di domenica presso la chiesa di via XX settembre, in occasione della Giornata mondiale di preghiera delle donne, evento ecumenico internazionale i cui materiali quest’anno sono stati predisposti da donne della Nigeria.
Alessia Passarelli
Abbiamo chiesto alla moderatora della Sezione Integrazione della COSDI, Alessia Passerelli, di raccontarci qualcosa di più di questo percorso.
“Siamo alla terza edizione, anche se il percorso che lo ha generato è molto più lungo. I primi seminari di formazione risalgono infatti alla metà degli anni Novanta: incontri ancora poco strutturati, ma già orientati a fornire competenze, strumenti e materiali alle chiese che desideravano aprirsi alle sorelle e ai fratelli con un background migratorio.
Nel corso del tempo le ‘cassette degli attrezzi’ – i toolkit – e le metodologie di lavoro si sono progressivamente affinate.
Abbiamo compreso come lavorare sull’essere chiesa insieme, sulla gestione dei conflitti e sul ruolo della chiesa nella società sia fondamentale, indipendentemente dal numero di persone con background migratorio che gravitano attorno alle comunità.
È da qui che vogliamo ripartire: recuperare attività consolidate e già sperimentate, affiancando alla prospettiva interculturale anche quella intergenerazionale, senza perdere di vista l’intersezionalità dei temi e delle riflessioni.
Solo riconoscendo e analizzando la complessità potremo lavorare per rendere le nostre comunità sempre più inclusive e capaci di essere rilevanti, per noi e per la società nel suo insieme.

L’alta partecipazione testimonia l’interesse e il bisogno che attraversano le nostre chiese: la necessità di dotarsi di strumenti per riflettere sul nostro essere chiesa in un mondo che cambia a una velocità impressionante.

Come affrontare questo cambiamento tenendo conto delle diverse componenti presenti nelle nostre comunità? Come riuscire ad affrontare tematiche difficili senza generare divisioni o spaccature?

Il percorso LINFA non può certo offrire ricette o soluzioni preconfezionate. Può però aiutare a porre le domande giuste, a facilitare il dialogo, a rafforzare le relazioni e a creare spazi di confronto in cui le comunità possano crescere insieme.

LINFA utilizza la metodologia del cooperative learning. Attraverso gruppi di discussione e momenti di riflessione guidata, le tematiche verranno affrontate in modo partecipativo, valorizzando il contributo e l’esperienza di ciascuna e ciascuno.

Il cooperative learning permette infatti di costruire conoscenza in modo condiviso: favorisce l’ascolto reciproco, la corresponsabilità e la capacità di confrontarsi con punti di vista diversi. In questo modo il percorso formativo diventa anche uno spazio in cui imparare insieme, mettere in dialogo esperienze differenti e sviluppare strumenti utili per la vita delle comunità.

Non si tratta quindi solo di trasmettere contenuti, ma di creare un contesto di apprendimento comune, in cui il confronto, la relazione e la collaborazione diventano parte integrante del processo formativo”.

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