Fronte viola: un disastro annunciato

La nebbia di Udine non ha solo avvolto il rettangolo di gioco del Bluenergy Stadiu: ha definitivamente calato il sipario su quel sottile velo di ottimismo che Firenze aveva provato a mantenere nonostante i segnali d’allarme delle ultime settimane. La sconfitta della Fiorentina contro i friulani non è un incidente di percorso, ma il capolinea…

La nebbia di Udine non ha solo avvolto il rettangolo di gioco del Bluenergy Stadiu: ha definitivamente calato il sipario su quel sottile velo di ottimismo che Firenze aveva provato a mantenere nonostante i segnali d’allarme delle ultime settimane. La sconfitta della Fiorentina contro i friulani non è un incidente di percorso, ma il capolinea logico di una parabola discendente iniziata molto prima.

Chi oggi si stupisce del crollo in Friuli ha probabilmente ignorato i sintomi della malattia. Già la vittoria sofferta contro il Pisa aveva lasciato l’amaro in bocca: un successo arrivato per inerzia tecnica più che per identità tattica, dove le lacune difensive erano state mascherate solo da qualche giocata individuale.

Poi è arrivato il primo vero scossone: la sconfitta interna contro lo Jagellonia. In Conference League, quella che doveva essere una serata di gestione e rotazioni si è trasformata in una lezione di umiltà. La Fiorentina è apparsa scarica, priva di idee e, soprattutto, fragile mentalmente. Udine è stata solo la conferma di quanto visto contro i polacchi: una squadra che ha perso la bussola e che non riesce più a reagire alle avversità.

Contro l’Udinese, la squadra gigliata è scesa in campo con le gambe pesanti e la mente ancora più ingombra. Il “disastro annunciato” si è palesato in una gestione dei ritmi compassata e in una fase difensiva che definire colabrodo è un eufemismo. Inspiegabile passare dalla difesa a 4 che dava garanzie, a una difesa a tre con Rugani (al rientro dopo molti mesi di inattività) ed infatti i risultati negativi sono arrivati. La squadra sembra aver smarrito quel filo conduttore che legava i reparti, lasciando i singoli abbandonati a se stessi.

Non è più tempo di alibi o di richiami alla sfortuna. Dalla faticosa serata col Pisa al buio pesto di Udine, la Fiorentina ha mostrato una preoccupante involuzione. Il tecnico e la società sono ora chiamati a un’analisi profonda: serve una sterzata immediata, o la salvezza sarà davvero difficile.

Luis Laserpe

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