Trump e la fede del male minore

Una domanda “scomoda, ma necessaria”: Sergio Cortese, pastore evangelico a Codogno, si…

Una domanda “scomoda, ma necessaria”: Sergio Cortese, pastore evangelico a Codogno, si è interrogato (ripreso da diverse testate locali) sul motivo per cui «una parte consistente dei cristiani – soprattutto evangelici – sostiene Donald Trump, pur essendo evidente che il suo linguaggio, il suo stile di vita e molte sue scelte politiche risultano difficilmente conciliabili con il Vangelo».

Secondo Cortese la ragione è la scelta – inevitabile, in un contesto polarizzato – del male minore: Trump «non è un uomo giusto, ma difende cause giuste». Il ragionamento, rileva tuttavia Cortese, rischia di proporre «una fede frammentata, dove l’efficacia politica conta più della testimonianza»: la scelta passa attraverso istanze più o meno condivisibili, tra cui “la paura di diventare minoranza”, ma in questo modo piega il Vangelo, rievocando peraltro tetri ricorsi storici.

Questa distorsione, sottolinea Cortese, non rende giustizia al cristianesimo, che «nasce non dalla paura di perdere, ma dalla fiducia di chi può anche perdere tutto senza smarrire la propria anima». O, almeno, così dovrebbe essere.

foto: x.com

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