La Buona novella. Una seconda possibilità per Crescenzo

Qualche giorno fa, nel gruppo WhatsApp dei fratelli e delle sorelle della chiesa di Napoli-via Foria, impegnati nel servizio di preparazione e distribuzione dei pasti ai senza fissa dimora, è arrivato un video. Nel video c’era Crescenzo che, con orgoglio e tanta gioia, mostrava la stanza che il suo datore di lavoro gli ha…

La Buona novella. Una seconda possibilità per Crescenzo

20 Marzo 2026

by Marta D'Auria

La rubrica della redazione dedicata alle buone notizie

Qualche giorno fa, nel gruppo WhatsApp dei fratelli e delle sorelle della chiesa di Napoli-via Foria, impegnati nel servizio di preparazione e distribuzione dei pasti ai senza fissa dimora, è arrivato un video. Nel video c’era Crescenzo che, con orgoglio e tanta gioia, mostrava la stanza che il suo datore di lavoro gli ha messo a disposizione: il letto, l’armadio, la televisione, il bagno con la doccia, e diceva: «Qui sto bene. Lavoro onestamente. Ho cambiato vita, grazie a Dio. Mando un bacio a tutti quelli che mi vogliono bene».

Crescenzo ha incrociato i volontari della chiesa battista qualche anno fa, durante una delle uscite serali per distribuire pasti ai senza dimora. Dopo una pizza (perché i pasti preparati erano già tutti stati distribuiti) e una chiacchierata, un volontario lo aveva invitato a passare la domenica successiva alla chiesa battista. Con sorpresa Crescenzo si presentò: da quel giorno è iniziato un percorso lungo e difficile, sostenuto da quel volontario che non lo ha lasciato.

Crescenzo portava sulle spalle una storia di reati e carcere, che imponevano periodi in casa lavoro, controlli continui, e il cosiddetto “libretto rosso” (documento di sorveglianza speciale che contiene le prescrizioni di orari, luoghi e frequentazioni imposte dal Tribunale), che rende complicato trovare un impiego. Più di una volta, vecchie conoscenze si sono presentate a Crescenzo con la promessa di un lavoro. Ma lui non è tornato indietro.

Dopo ricorsi, udienze, e la tenacia di un’avvocata, la misura del “libretto rosso” è stata tolta. Così Crescenzo ha finalmente potuto cercare lavoro fuori Napoli: ora lavora e ha una sua dimora. La sua testimonianza ci ricorda che nessuna storia è scritta una volta per tutte. Anche le vite che sembrano segnate per sempre possono rinascere, quando decidiamo di non voltarci dall’altra parte e di dare una seconda possibilità a chi incontriamo sulla nostra strada.

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