Rio de la Plata. Vedere, giudicare, agire

Roma (NEV), 23 marzo 2026 – Con una folta partecipazione della delegazione valdese, con oltre quarantacinque persone, si è tenuto il secondo incontro in presenza della Scuola di ministeri comunitari (EMC) che si è tenuto lo scorso fine settimana del 13 al 15 marzo a Gualeguaychú (Argentina). Il programma – informa il sito della Chiesa […]

Roma (NEV), 23 marzo 2026 – Con una folta partecipazione della delegazione valdese, con oltre quarantacinque persone, si è tenuto il secondo incontro in presenza della Scuola di ministeri comunitari (EMC) che si è tenuto lo scorso fine settimana del 13 al 15 marzo a Gualeguaychú (Argentina).

Il programma – informa il sito della Chiesa evangelica valdese del Rio della Plata – “fa parte del percorso formativo offerto dalla Rete ecumenica di formazione teologica (REET)”.

Il secondo incontro del Movimento di vita cristiana (CLM) “è iniziato con un momento di preghiera e riflessione, durante il quale la comunità locale di Yerpine, insieme al pastore Joel Nagel, che ha dato il benvenuto ai partecipanti”. Un momento che ha segnato “l’inizio di una nuova fase del percorso formativo; inquadrato nella metodologia vedere, giudicare e agire

 

Due momenti dell’incontro

Dopo la prima sessione, incentrata sul “vedere” – ovvero sull’analisi delle pratiche – si è passati al tema “giudicare“, con un focus sull’approccio biblico-teologico.

In quest’ottica, era presente anche il pastore valdese Darío Barolin, che ha svolto un ruolo chiave nel guidare il tema generale del programma e nel facilitare una discussione introduttiva su come leggiamo la Bibbia.

L’Ufficio Comunicazione della Chiesa evangelica valdese del Rio della Plata ha rivolto alcune domande a Federico Plenc, rappresentante valdese del team di coordinamento, in merito al processo ecumenico in corso.

“Il programma ci ha incoraggiato a riflettere sui nostri metodi di interpretazione e esortati a prenderci il tempo necessario per evitare letture automatiche, sia della Bibbia che della realtà”, ha commentato Plenc.

Un campione di materiale biblico – traduzioni, edizioni storiche e versioni latinoamericane, inclusi materiali in lingue indigene – è stato inoltre poi condiviso con René Krüger e Zully Bauer, membri di chiesa che attualmente risiedono a Gualeguaychú.

Plenc, ha poi sottolineato l’importanza del processo formativo: “Poter approfondire il tema del ‘giudizio’, non come esercizio teorico, ma come strumento, aiuta a mettere la fede in dialogo con le pratiche concrete delle nostre comunità”.

In tal senso, “la ricchezza del CME risiede nella diversità di prospettive e nella possibilità di costruire una comprensione collettiva, contestualizzata e impegnata”.

A questo proposito, “si sono intessute relazioni tra persone, comunità e chiese che, pur nelle loro differenze, oggi si stanno impegnando per camminare insieme, ascoltarsi reciprocamente e costruire risposte comuni alle sfide del nostro tempo. In un clima di fiducia e condivisione profonda guardando alle esperienze di ciascuna comunità”.

La Scuola di Ministeri Comunitari si configura come uno spazio concreto di incontro, formazione e impegno: “La sfida che ci attende sarà quella di sostenere e approfondire questo percorso, ampliando i legami e rafforzando una prospettiva ecumenica che non si limiti al dialogo, ma che si traduca anche in azione. Perché – si legge infine – una tra le cose ad essere emerse in modo chiaro e inequivocabile a Gualeguaychú è stata la convinzione che il futuro delle chiese nella regione si fonda necessariamente sull’incontro”, ha concluso Plenc.

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