«Non finanziare la guerra contro l’Iran»

«Egregi rappresentanti del Congresso degli Stati Uniti, Noi, le organizzazioni religiose sottoscritte, vi scriviamo per esortarvi a opporvi al disegno di legge sugli stanziamenti supplementari per la difesa, che potrebbe prevedere 50 miliardi di dollari o più per la guerra contro l’Iran». Così apre un comunicato che un’ampia coalizione di organizzazioni cristiane ed ecumeniche, tra…

«Non finanziare la guerra contro l’Iran»

26 Marzo 2026

by Redazione

L’appello al Parlamento è stato inviato da un’ampia coalizione di organizzazioni cristiane ed ecumeniche

«Egregi rappresentanti del Congresso degli Stati Uniti,

Noi, le organizzazioni religiose sottoscritte, vi scriviamo per esortarvi a opporvi al disegno di legge sugli stanziamenti supplementari per la difesa, che potrebbe prevedere 50 miliardi di dollari o più per la guerra contro l’Iran». Così apre un comunicato che un’ampia coalizione di organizzazioni cristiane ed ecumeniche, tra cui il Consiglio Nazionale delle Chiese cristiane Usa, ha inviato al Parlamento statunitense chiedendo di opporsi a qualsiasi stanziamento aggiuntivo volto a finanziare una guerra con l’Iran.

I leader religiosi avvertono che l’approvazione di miliardi di dollari in ulteriori finanziamenti militari prolungherebbe un conflitto non autorizzato e pericoloso, mettendo a maggior rischio civili e militari statunitensi. Tra i firmatari figurano l’Alleanza dei Battisti, la Chiesa dei Fratelli, la Comunità di Cristo, la Chiesa Unita di Cristo, la Chiesa Metodista Unita e la Chiesa Presbiteriana. I firmatari esortano a respingere ulteriori finanziamenti per la guerra e a perseguire invece con urgenza la diplomazia e l’assistenza umanitaria.

«Come organizzazioni religiose, siamo chiamati a essere costruttori di pace e non possiamo sostenere investimenti in una guerra di aggressione illegale e sconsiderata. Invece di investire miliardi in nuove bombe, vi esortiamo ad agire per porre immediatamente fine a questa guerra che mette in pericolo persone innocenti, sia civili iraniani che militari statunitensi. Ribadiamo la nostra preferenza per la diplomazia e sosteniamo lo stanziamento di risorse per assistere l’enorme numero di sfollati, vittime della guerra».

I primi rapporti indicano che oltre 1.200 iraniani sono già stati uccisi, tra cui più di 170 bambini, morti nel bombardamento di una scuola il primo giorno di guerra. Anche sei militari statunitensi hanno perso la vita. «Se questa guerra dovesse continuare, questi numeri aumenteranno esponenzialmente. Il Congresso non deve permettere che un voto di finanziamento venga utilizzato per rivendicare l’autorità legale per una guerra che non è mai stata esplicitamente dibattuta o autorizzata, come richiesto dalla Costituzione degli Stati Uniti e dal War Powers Act del 1973.

Il nostro appello a opporci al finanziamento di questa guerra è radicato in una teologia che ci chiama ad abbracciare i nostri nemici e a lavorare per un mondo in cui tutte le persone possano prosperare senza paura o minaccia di violenza. Siamo chiamati a difendere i più deboli tra noi, assicurandoci che i bisogni di ogni persona siano soddisfatti, non solo quelli della nostra famiglia o comunità. Questa chiamata si fonda sulle Scritture, che esortano i seguaci di Gesù a cercare la pace e a perseguirla (Salmo 34, 14), a vincere il male con il bene (Romani 12, 21), a trasformare le spade in vomeri e a non imparare più la guerra (Isaia 2, 4), e ad astenersi dall’accumulare risorse (Esodo 16)».

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