Censura social per il Museo della Brigata ebraica

Il direttore del Museo della Brigata ebraica, Davide Romano, si è visto…

Il direttore del Museo della Brigata ebraica, Davide Romano, si è visto sospendere il profilo su Facebook in seguito alla pubblicazione di un documento storico. La sospensione, una “misura di sicurezza” evidentemente causata da una valutazione molto superficiale da parte dei moderatori, ha causato il blocco del profilo per una settimana ed è scattata dopo la condivisione di «un telegramma inviato da Heinrich Himmler al Gran Mufti di Gerusalemme durante la Seconda guerra mondiale», spiega il diretto interessato.

Romano sottolinea il diverso trattamento applicato dai moderatori: «Negli ultimi anni il mio profilo è stato quotidianamente bersaglio di haters che mi hanno scritto centinaia di insulti antisemiti anche molto pesanti. Quei contenuti sono rimasti online. Al contrario, viene rimosso un post che si limita a citare un fatto storico relativo al nazismo. Se non è più possibile parlare di storia, documenti e rapporti tra figure del periodo nazista senza rischiare la censura, allora il problema riguarda la libertà di informazione e il diritto al dibattito pubblico».

foto: facebook.com

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