Zwingli al cinema

Roma (NEV), 30 marzo 2026 – Questa sera a Trieste, per la prima volta in Italia, sarà proiettato alla presenza del regista il film di Stefan Haupt “Zwingli, il riformatore”. Il film, prodotto per celebrare nel 2019 i 500 anni della Riforma di Zurigo, non ha un titolo ufficiale italiano, perché non è ancora stato distribuito. […]

Roma (NEV), 30 marzo 2026 – Questa sera a Trieste, per la prima volta in Italia, sarà proiettato alla presenza del regista il film di Stefan Haupt “Zwingli, il riformatore”. Il film, prodotto per celebrare nel 2019 i 500 anni della Riforma di Zurigo, non ha un titolo ufficiale italiano, perché non è ancora stato distribuito. Al termine del film è previsto un dibattito, moderato dal pastore Peter Ciaccio, consigliere della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) nonchè presidente dell’Associazione protestante cinema “Roberto Sbaffi”.

La proiezione rientra nella rassegna che inaugura una collaborazione tra il Centro Studi Albert Schweitzer (centro culturale delle chiese avventista, luterana, metodista e valdese di Trieste) e La Cappella Underground (una sorta di “Cinémathèque” di Trieste). Si tratta della nuova rassegna cinematografica itinerante, intitolata “Come in uno specchio”, il cui titolo prende spunto dal celebre film di Ingmar Bergman, a sua volta citazione del versetto della prima lettera ai Corinzi “ora vediamo come in uno specchio, in modo oscuro” (13,12). Leggi qui il comunicato stampa: Come in uno specchio.

Stefan Haupt è membro di Interfilm, l’Associazione internazionale protestante dedicata al cinema, di cui fa parte anche la “Roberto Sbaffi”. Lo stesso Haupt è stato anche componente della giuria Interfilm alla Mostra internazionale del cinema di Venezia due anni fa.

“Con la rassegna cinematografica e con Zwingli in particolare le chiese protestanti di Trieste iniziano una collaborazione con una delle istituzioni culturali più importanti della città – ha dichiarato Eva Valvo, presidente del Centro Studi Albert Schweitzer, aggiungendo: – Fare cultura non è solo proporre qualcosa, ma incontrarsi con altri per costruire qualcosa insieme. In un tempo di frammentazione, radicalizzazione e isolamento, riteniamo che fare cultura in maniera protestante significhi invece coalizzarsi, allearsi, ritrovarsi insieme a chi ha il cuore che batte dalla stessa parte”.

Peter Ciaccio, pastore delle chiese metodista e valdese di Trieste, ha detto: “Se negli ultimi anni Martin Lutero è riuscito ad affermarsi addirittura come icona pop anche in Italia, Zwingli resta una figura ingiustamente misconosciuta. Eppure si tratta di uno dei più importanti esponenti della Riforma del Cinquecento, molto più vicino alla modernità dello stesso Lutero, fondatore di un protestantesimo urbano in grado di sostanziare culturalmente l’ascesa di Zurigo quale grande città europea. La sua concezione del sacramento della Cena, che è stata poi perfezionata da Giovanni Calvino, è ancora quella che più si sforza di parlare all’essere umano secolarizzato. Oltre a essere un’opera di pregio e filologicamente attenta in ogni particolare, il film di Stefan Haupt restituisce uno Zwingli che oscilla tra il giusto e il peccatore, una rappresentazione più genuina e meno agiografica rispetto al film su Lutero del 2003″.


SCHEDA. Huldrych Zwingli (1484 – 1531)

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