Verso i 2000 anni della Pasqua: ’30 o ’33?

Roma (NEV/CELI), 31 marzo 2026 – Il teologo luterano Florian Wilk spiega perché l’anno 30 è la data più probabile della crocifissione, in vista dei prossimi 2000 anni. Una data incerta, un evento fondamentale Papa Leone XIV ha annunciato un Anno Santo per il 2033, in memoria del 2000° anniversario della crocifissione di Gesù. La […]

Una data incerta, un evento fondamentale

Papa Leone XIV ha annunciato un Anno Santo per il 2033, in memoria del 2000° anniversario della crocifissione di Gesù.

La scelta è comprensibile sul piano simbolico. Sul piano storico, però, è contestabile: la maggior parte degli storici che studiano la vita di Gesù indica come anno più probabile il 30 d.C., non il 33.

A richiamare l’attenzione su questo scarto è Florian Wilk, teologo luterano e professore di Nuovo Testamento all’Università di Göttingen.

In un intervento all’Evangelical Press Service richiama l’attenzione non su una disputa polemica ma sulla prospettiva ecumenica dell’evento.

Un evento così fondamentale dovrebbe assolutamente essere celebrato ecumenicamente“, ha dichiarato. Ma la questione della datazione merita di essere affrontata con onestà, anche quando non offre certezze definitive.

Pilato e il calendario ebraico

Alcuni elementi sono storicamente solidi. Gesù fu giustiziato sotto Ponzio Pilato, prefetto della provincia romana di Giudea dal 26 al 36 d.C.

Questo evento fissa il perimetro temporale. All’interno di quel decennio, i Vangeli offrono ulteriori indicazioni: la crocifissione avvenne intorno alla Pasqua ebraica, di venerdì.

Su entrambi questi punti i quattro Vangeli concordano.

La difficoltà nasce da una divergenza interna: secondo Giovanni, Gesù morì il 14 di Nisan, il giorno prima della festa; secondo i Sinottici, il 15, il giorno stesso…

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