Bibbia e cinema, un dialogo fecondo

Una discussione piacevole, che non si sarebbe voluta abbandonare se non per limiti di tempo, ha caratterizzato il primo appuntamento del 2026 dell’Associazione protestante cinema “Roberto Sbaffi”. L’incontro zoom è stato caratterizzato da due momenti: in una prima parte Elena Ribet, del direttivo dell’Associazione, ha posto al pastore Peter Ciaccio, autore di più di…

Bibbia e cinema, un dialogo fecondo

1 Aprile 2026

by Redazione

Primo webinar del 2026 per l’Associazione protestante cinema “Roberto Sbaffi”

Una discussione piacevole, che non si sarebbe voluta abbandonare se non per limiti di tempo, ha caratterizzato il primo appuntamento del 2026 dell’Associazione protestante cinema “Roberto Sbaffi”. L’incontro zoom è stato caratterizzato da due momenti: in una prima parte Elena Ribet, del direttivo dell’Associazione, ha posto al pastore Peter Ciaccio, autore di più di un libro sul tema dei rapporti fra la settima arte e le Scritture e presidente dell’Associazione, alcune domande sul tema «Bibbia e cinema», che hanno visto l’interazione anche di altri e altre partecipanti.

Perché esiste un rapporto fra Bibbia e cinema? Innanzitutto perché la Bibbia – ha detto Ciaccio – «non è un Codice civile». Le norme che pure ne derivano «sono espresse in forma narrativa», e questo si addice al cinema, che, come la musica, è arte del tempo. L’interesse maggiore, poi, non è tanto nel kolossal di argomento direttamente (spesso didascalicamente) biblico, ma in quelle pieghe delle vicende e dei rapporti fra personaggi, in cui si coglie un retroterra che è “anche” biblico. Non tutti gli spettatori e spettatrici lo coglieranno, ma queste letture possono rivelarsi fruttuose, specialmente se messe in dialettica con altre interpretazioni.

Le storie narrate al cinema possono partire da situazioni totalmente “laiche”, come privi di fede possono essere i personaggi, ma a volte (come in alcune opere di Martin Scorsese) affiorano concetti e tematiche, in particolare quello della redenzione, che non mancano di interpellare chi guarda il film (anche) da credente. Un piccolo sondaggio ha consentito a chi era collegato di suggerire dei titoli proprio di questo genere di film, non direttamente a tematica biblica o religiosa.

La seconda parte dell’incontro è stata dedicata alla presentazione del sito dell’Associazione. Esso era stato lanciato il 10 dicembre scorso, scegliendo come data la coincidenza con la Giornata internazionale dei diritti umani , in riferimento al dialogo ecumenico e interreligioso, che informa di sé il coinvolgimento dell’Ass. “Roberto Sbaffi” in una serie di giurie internazionali operative nei principali Festival del cinema in Europa, a partire da quello di Venezia.

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