Roma (NEV), 1° aprile 2026 – Ancora morti e feriti a Lampedusa. Come testimoniano le operatrici di Mediterranean Hope (MH), programma migranti e rifugiati della Federazione delle chiese evangeliche in Italia, purtroppo, poche ore fa, verso le 13, sono arrivate sull’isola numerose salme, 19 morti, e diverse persone sopravvissute a un naufragio, le cui dinamiche sono in fase di indagine e ricostruzione. In queste ore la situazione è molto confusa sull’isola: sarebbero comunque 58 i migranti sopravvissuti, compresi donne e bambini, dopo il recupero del barcone, proveniente dalla Libia, sul quale viaggiavano, da parte della guardia costiera, mentre diverse persone, sette, di cui probabilmente cinque in gravi condizioni, sono state ricoverate al poliambulatorio dell’isola. Le vittime sarebbero morte per ipotermia e inalazione di fumi di carburante. Solo ieri, a Lampedusa, MH aveva dato notizia di un’altra salma recuperata nelle acque dell’isola. “Chiediamo vie di accesso sicure e legali per entrare in Europa. Queste non sono tragedie ma il risultato delle politiche di respingimento europee”, ha dichiarato Francesca Saccomandi, operatrice di Mediterranean Hope a Lampedusa.
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