La ragione della fede

tempo di lettura 3 minuti Mi chiamo Joshua sono cresciuto in una famiglia cristiana, e fin da piccolo ho avuto in me un piccolo seme …

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Mi chiamo Joshua sono cresciuto in una famiglia cristiana, e fin da piccolo ho avuto in me un piccolo seme di fede. Vorrei fare cenno a tre episodi che hanno segnato la mia vita.

La perdita di mia nonna mi ha fatto realizzare la precarietà della vita, ma anche che cosa significa essere fedeli a Dio fino alla fine.

Nella perdita di mia zia Jacqueline ho potuto conoscere l’amore di Cristo pur nel dolore, che in un primo tempo sembrava sovrastarmi, arrivando quasi a logorarmi in una situazione peggiorata dalle difficoltà di ingresso all’università.

La solitudine. Nell’anno trascorso forzatamente senza impegni di studio per il mio insuccesso iniziai ad ammalarmi di solitudine, anche se ero circondato da amici molto cari e avevo una famiglia che mi era vicina; mi sentivo totalmente solo, dentro me c’era l’assoluto vuoto.

Mi sentivo sprofondare, come caduto così in basso da voler sprofondare ulteriormente. Le letture e la musica che ascoltavo riflettevano il mio stato d’animo, e non c’era giorno che io non mi ripetessi davanti allo specchio che ero un vero fallimento. I miei amici e la mia ragazza ricordano bene come ogni volta che ero in loro compagnia avevo dei momenti di totale assenza, emotiva e mentale.

Le porte della depressione sembravano orami pronte ad aprirsi se avessi continuato a camminare per questa strada. Con l’anno nuovo, riflettendo sulla facoltà da scegliere, dentro me si accese una scintilla per filosofia. Sentivo che era una scelta da parte del Signore, tanto che Gli dissi: “Se vuoi che mi incammini per questo percorso di studi, fammi comprendere con la ragione la sofferenza, e fammi sapere perché Tu sei necessario per questo mondo”. Per tutto quell’anno insieme a quanto i professori insegnavano potevo avvertire la voce del Signore che mi guidava e correggeva in quanto studiavo, perché molti aspetti della filosofia entrano in contrasto con Dio. Ogni volta Dio stesso mi dava delle risposte razionali ai miei interrogativi. Fino a che Dio mi disse in modo molto chiaro: “Adesso devi capire come arrivare a me”. L’ultimo corso da seguire nell’anno aveva come tema proprio Dio, con il docente che introdusse il pensiero espresso da Pascal: “Nessuno può arrivare a Dio senza prima passare da Gesù Cristo“. Capii che quella era la risposta per me, che quello è il passo importante da fare, passare da Gesù.

Ogni giorno Dio mi chiamava, ma la situazione in cui mi trovavo mi faceva sentire indegno del Suo perdono. Finché a un campeggio cristiano, al quale inizialmente non volevo partecipare, all’ennesima chiamata del Signore a prendere una decisione, Gli dissi: “Se decido per Te, riempi questo vuoto che sento e afferrami quando faccio questo salto di fede”. Oggi posso dichiarare con un cuore ripieno dell’amore e del perdono di Cristo, mostrato sulla croce, che Gesù mi ha salvato e mi ha afferrato. E di fronte ai tanti miracoli che Lui ha compito per me, posso solo parlare a tutti del Suo immenso amore a disposizione anche per te.

Joshua

Cristiani Oggi – marzo 2026 foto: Freepik

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