Messaggio di Pasqua della Federazione luterana mondiale

Nel messaggio pasquale di quest’anno la pastora Rinki Rachel Soren, membro giovanile del Consiglio della Federazione luterana mondiale e nel 2025 diventata la prima donna ordinata pastore della Chiesa Evangelica Luterana del Nepal, riflette sulla trasformazione resa possibile attraverso la risurrezione di Cristo, che ha liberato i credenti dal peccato e ridefinito la loro…

Messaggio di Pasqua della Federazione luterana mondiale

3 Aprile 2026

by Redazione

«Pasqua è la dichiarazione di libertà di Dio per l’umanità»

Nel messaggio pasquale di quest’anno la pastora Rinki Rachel Soren, membro giovanile del Consiglio della Federazione luterana mondiale e nel 2025 diventata la prima donna ordinata pastore della Chiesa Evangelica Luterana del Nepal, riflette sulla trasformazione resa possibile attraverso la risurrezione di Cristo, che ha liberato i credenti dal peccato e ridefinito la loro identità in lui. Piuttosto che osservare questa stagione solo come un evento, la Pasqua è un invito a lasciarsi alle spalle il vecchio sé, scegliere la giustizia sull’ingiustizia e l’amore rispetto alla divisione, in un mondo segnato da violenza, disuguaglianza e relazioni interrotte.

Ecco il testo:

Sappiamo infatti che il nostro vecchio uomo è stato crocifisso con lui affinché il corpo del peccato fosse annullato, e noi non serviamo più al peccato

Romani 6:6

Carissimi fratelli e sorelle in Cristo, al di là di nazioni, culture e lingue,


un saluto da un Paese all’interno di una società multireligiosa, dove la Quaresima è osservata solo dalle chiese tradizionali. In Nepal, celebriamo la Pasqua partecipando a un raduno in cui tutti i cristiani di qualsiasi denominazione si riuniscono per annunciare a tutti la risurrezione di Cristo. Ci prepariamo alla luce della Pasqua, la celebrazione della vita che vince la morte, della speranza che trionfa sulla disperazione e della grazia che vince il peccato. Questa gloriosa verità tratta dalla Lettera ai Romani ci porta a riflettere sul fatto che la Pasqua non riguarda solo ciò che è accaduto a Gesù, ma anche i cambiamenti che avvengono dentro di noi.

Come dichiara l’apostolo Paolo, “il nostro vecchio io è stato crocifisso con Cristo”. Ciò significa che, attraverso la crocifissione di Cristo sulla croce, qualcosa di profondo è già avvenuto nel cuore di ogni credente. Le catene che ci tenevano prigionieri, come il peccato, la paura, la colpa e la fragilità, anche se le sentiamo ancora, ora non hanno più autorità suprema su di noi. Questa verità permette a tutti noi credenti di crescere nella maturità spirituale. Che viviamo in città o in campagna, in pace o in conflitto, nell’abbondanza o nella lotta, la verità di non essere più “schiavi del peccato” ci unisce tutti come cristiani.


Dovremmo ricordare che la Pasqua è la dichiarazione di libertà di Dio per l’umanità, che non è limitata da alcuna geografia o cultura in tutto il mondo.
Ma la domanda rimane: cosa significa per noi nel mondo di oggi?
Innanzitutto, ci chiama all’identità. Non siamo definiti dai nostri fallimenti passati perché la nostra identità è radicata in Cristo attraverso il suo sangue versato per noi sulla croce, che dona dignità ai poveri, speranza agli oppressi e scopo ai perduti.

In secondo luogo, ci invita alla trasformazione. Con Cristo crocifisso, anche il nostro vecchio io viene crocifisso e siamo invitati a vivere una vita trasformata. Con la fede, scegliamo la giustizia anziché l’ingiustizia, l’amore anziché la divisione in un mondo segnato dalla violenza, dalla disuguaglianza e da relazioni spezzate.

In terzo luogo, ci invita all’unità. La croce e la risurrezione di Cristo hanno abbattuto le barriere etniche, sociali e culturali, perché in lui siamo un solo corpo. Perciò, la Pasqua ci ricorda spesso che, a prescindere dalla nostra provenienza, siamo tutti sotto la stessa grazia e la stessa speranza.

E infine, ci invita alla speranza. Anche se affrontiamo la sofferenza o la perdita, dobbiamo ricordare che la morte non ha avuto l’ultima parola. La risurrezione di Cristo ci assicura invece che Dio è ancora all’opera.

Quindi, in questa Pasqua, celebriamo la libertà che ci è già stata donata e la continua maturazione nel cammino di vita come suoi amati. Non limitiamoci a celebrare un evento, ma abbracciamo la realtà di una nuova vita in Dio, lasciandoci alle spalle il nostro vecchio io.

Perché il nostro Cristo è risorto!

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