Il messaggio di Pasqua del presidente Spanu

“Affinché Dio sia tutto in tutti” (I Corinzi 15, 28) Ho davanti agli occhi l’immagine oscena di un gruppo di persone, tra cui un pastore battista, che pregano per Trump perché Dio dia forza al presidente, protezione alle truppe e successo nella missione militare in corso.

La luce del Cristo Risorto dona a noi la forza per continuare a praticare la giustizia, amare la misericordia, camminare umilmente con il nostro Dio

“Affinché Dio sia tutto in tutti” (I Corinzi 15, 28)

Ho davanti agli occhi l’immagine oscena di un gruppo di persone, tra cui un pastore battista, che pregano per Trump perché Dio dia forza al presidente, protezione alle truppe e successo nella missione militare in corso. 

L’apostolo Paolo dispiega di fronte alla Chiesa di Corinto la sua visione della fine: il conflitto di Cristo contro i principati, le autorità e le potenze a conclusione del quale egli consegnerà il regno nelle mani di Dio, affinché Dio sia tutto in tutti.  

Due visioni: la prima, davanti ai nostri occhi, mediata dagli schermi dei nostri dispositivi: armi sofisticate che devastano città, costringendo bambini, donne, uomini, anziani a vivere in tende prive di ogni igiene esequestrando il loro futuro (Gaza); interi popoli dimenticati – penso a Cuba, alla Siria, al Sud Sudan; città distrutte, penso a Beirut e al sud del Libano, reso inabitabile dall’esercito israeliano. E certamente abbiamo davanti agli occhi Kiev e le altre città ucraine, che hanno affrontato il quarto inverno gelido sotto le bombe.  

La seconda visione che la parola di Dio dispiega difronte alla nostra fede è quella di Cristo che riduce al nulla principati, autorità e potenze affinché Dio sia tutto in tutti e tutte.  

La tentazione demoniaca è quella di fare un corto circuito tra queste due visioni a causa del quale le forze che starebbero riducendo al nulla le potenze del mondo sarebbero proprio quelle armi dispiegate contro l’Iran, contro il Libano. È una tentazione demoniaca, perché le due visioni sono radicalmente opposte una all’altra. 

La visione del Cristo che riduce al nulla le potenze del peccato e sconfigge la morte, che da esso discende, è inestricabilmente legata a quel Gesù – un ebreo marginale – che si presenta disarmato e da solo di fronte a Pilato, massima rappresentazione del potere pagano.  

“Non vi spaventate; cercate Gesù il Nazareno, il crocifisso: è risuscitato, non è qui” (Marco 16, 6), dice il ragazzo alle donne che erano andate a ungere il corpo morto di Gesù. Così come Gesù crocifisso non è più nel sepolcro, allo stesso modo il Cristo risorto non è nelle forze armate scatenate per distruggere, uccidere, devastare. No, egli non è qui! Egli sta operando nella storia affinché i principati, le autorità e le potenze che oggi vediamo operanti in modo malvagio siano ridotte al nulla. Perché l’arco dell’universo morale tenda alla giustizia. 

Il mio augurio di Pasqua è che la luce del Cristo Risorto, la fiducia che egli opera per mezzo del suo Spirito, diano a tutte e a tutti noi la forza per continuare a praticare la giustizia, amare la misericordia, camminare umilmente con il nostro Dio (Michea 6, 8).

past. Alessandro Spanu

presidente Ucebi

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