La disabilità non è un problema

Il 3 dicembre è stato l’annuale appuntamento della Giornata Internazionale delle persone con disabilità indetta dalle Nazioni Unite nel 1981 per sensibilizzare le persone normodotate …

Il 3 dicembre è stato l’annuale appuntamento della Giornata Internazionale delle persone con disabilità indetta dalle Nazioni Unite nel 1981 per sensibilizzare le persone normodotate nei confronti di chi vive quotidianamente i limiti della propria disabilità. Questo perché la mancanza di attenzione riguardo qualunque disabile non farebbe altro che accentuare le sue difficoltà nel compiere atti di autonomia ordinari. Le deliberazioni dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite prevedono che ogni Paese membro dell’ONU debba definire un piano di azione nazionale focalizzato sulla parità di opportunità lavorative e di studio, sulla riabilitazione e sulla prevenzione delle disabilità.

Nella Chiesa del Signore, l’attenzione verso ciascun credente deve essere paritaria, come insegna la Parola di Dio, che in 1Corinzi 12:20 afferma: «Ci sono dunque molte membra, ma c’è un unico corpo», e aggiunge: «Se un membro soffre, tutte le membra soffrono con lui; se un membro è onorato, tutte le membra ne gioiscono con lui».

Le difficoltà di chi è non vedente, non udente, non deambulante o di chi vive qualunque altro stato di disabilità non riguardano solo loro e le loro famiglie, ma coinvolgono l’intera comunità che si impegna ad aiutare e a pregare, continuando a sperare nel miracolo di Dio. Perché, in ogni caso, per quanto la situazione possa essere difficile e la soluzione non possa essere trovata nella scienza, noi crediamo sempre e comunque nell’Iddio al quale ogni cosa è possibile.

Ma una chiesa che accoglie i disabili è forse una chiesa in cui non si verificano miracoli? Assolutamente no! Il miracolo è già presente e si chiama Eben-Ezer in Gesù. È ciò che ci permette di rallegrarci per il fatto che, nonostante i limiti e le difficoltà, con l’aiuto di Dio è possibile andare avanti in un ambito, quello comunitario, nel quale ogni credente sa di essere prezioso per gli altri e agli occhi di Dio.

Sì, «tu sei prezioso ai miei occhi, sei stimato e io ti amo», in Isaia 43:4 è assolutamente rivolto a tutti senza distinzioni. Ricordiamo bene le parole di Pietro riguardo al battesimo nello Spirito Santo avvenuto a casa del centurione romano Cornelio: «Dio non ha riguardi personali; ma che in qualunque nazione chi lo teme e opera giustamente gli è gradito».

Come è molto più corretto definire, la disabilità non è mancanza di abilità, ma diversa abilità. Questo non per un atteggiamento politically correct, ma per la consapevolezza che, in qualunque tipo di difficoltà, «per mezzo di essa il Figlio di Dio sia glorificato» (cfr. Giovanni 11:4).

Sono onorato di collaborare da anni con fratelli e sorelle non vedenti, paraplegici, con non udenti e con altre persone che affrontano difficoltà che noi nemmeno notiamo, perché siamo talmente impegnati a servire il Signore insieme che non ci rendiamo conto di quanto la benefica mano di Dio sia posata su di noi, se non quando ci fermiamo davanti a Lui per adorarLo. Una diversa abilità non è un problema per servire Dio: è solo un’altra modalità per farlo, comunque, insieme e alla Sua gloria. Dio ti benedica

Lorenzo Framarin

Cristiani Oggi – dicembre

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