Una voce dalla carrozzina

Mi chiamo Calogero e desidero farti giungere la mia testimonianza, ...

Mi chiamo Calogero e desidero farti giungere la mia testimonianza, dalla mia carrozzina per disabili vorrei farti sapere quello che Gesù ha fatto per me. A 16 mesi sono stato colpito dalla poliomelite con gravi conseguenze fisiche. Crescendo inconsapevole della cosa giocavo spensieratamente con i miei tre fratellini avuti da mia mamma nei primi quattro anni di matrimonio.

La verità era che ero diverso. Giocavo con una cuginetta della mia età, inconsapevole, anche se pian piano capivo che ero diverso dagli altri. Quando andavamo in campagna, mio padre mi metteva sotto un albero, mentre i miei fratelli correvano per i prati… quanto desideravo poterlo fare anche io! Ma per me era impossibile, i medici avevano detto: “Non c’è nulla da fare!”. Crescendo quella mia cuginetta che pensavo mi sarebbe stata sempre vicino, diventò una bella ragazza e si sposò. Che delusione! Il mio cuore divenne duro come il diamante: anche se mio padre, mia madre, mia sorella, i miei fratelli mi volevano bene, quando vedevo un matrimonio me la prendevo con Dio, se degli amici si compravano una macchina io ne soffrivo perché non potevo fare come loro. Davo la colpa a Dio e dicevo: “Perché io? Perché a me?”

Cominciai a interessarmi di calcio, il pallone occupava il primo posto nella mia vita. Il mio umore era influenzato dall’esito delle partite. Se la mia squadra vinceva, ero felice, se perdeva, erano guai. Le bestemmie fioccavano contro Dio che consideravo nemico. Era l’epoca dei radioamatori e i miei genitori, che cercavano di accontentarmi in tutto, mi fecero avere un apparato ricetrasmittente. Parlavo volentieri con le persone che dopo avermi ascoltato, incuriosite, volevano conoscermi. Ma quando mi vedevano, notavo nei loro visi delusione, perché quel ragazzo che parlava bene, era disabile. Quanta commiserazione ho visto in quegli occhi, e che irritazione mi provocava! Mi faceva perdere la voglia di fare qualunque cosa, fino a rinunciare a trasmettere.

Quando mio padre mi fece sapere che il medico consigliava di usare una carrozzina per spostarmi, rifiutai! Preferivo strisciare per terra piuttosto: la odiavo. Mia zia mi fece sapere che c’erano dei viaggi organizzati con treni chiamati “treni bianchi” per trasportare ai santuari di Lourdes ammalati di ogni genere, con la speranza di ricevere guarigione. Mi incoraggiò a partecipare, dicendomi: “Conoscerai altri ragazzi come te!” Io, che pensavo di essere l’uomo più sfortunato al mondo, dovetti ravvedermi: e salii su uno di quei treni affrontando quarantotto ore per arrivare a Lourdes, distrutto dalla stanchezza e da quello che vedevo intorno a me. Persone ridotte in misero stato, casi terrificanti. Per quattro anni feci questi viaggi e cominciai a riflettere sul fatto che, dopo tutto, la mia condizione non era la peggiore, anzi, c’erano molti casi più gravi del mio che potevo essere ancora autonomo. Dovevo considerarmi “fortunato”.

Un giorno mio fratello mi parlò di un Signore vivente che salva, e quando lo ascoltavo sentivo una dolce calma. Accettai il suo invito ad andare a un culto sotto una tenda evangelica, dove il pastore lesse 1Corinzi 15:19 “Se abbiamo sperato in Dio per questa vita soltanto noi siamo i più miserabili degli uomini”. Queste parole mi toccarono il cuore, e cominciai a leggere la Bibbia dove trovai scritto che “Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” (Romani 3:23). Leggendo chiedevo perdono a Dio, perché io l’avevo considerato mio nemico, ma Lui stendeva la Sua mano verso me. Il mio cuore era stanco ma leggevo in Matteo 11:28: “Venite a me voi tutti che siete stanchi ed aggravati e io vi darò riposo”. Mentre leggevo la Bibbia calde lacrime scendevano a bagnarla, così mi inginocchiai e chiesi perdono per tutto il male che avevo fatto: tante volte Dio mi aveva parlato, e io avevo sempre rifiutato le Sue parole, ma quel giorno, lasciai scorrere su di me l’acqua viva della Parola, e ricevetti il Signore come mio Salvatore!

Posso dire che Gesù ha fatto cose grandi per me. Io ho fatto patto con Lui con fede e con il battesimo in acqua, e il Signore mi ha battezzato con lo Spirito Santo. Lui mi ha aperto gli occhi e ora ogni giorno medito le meraviglie della Sua parola! E la mia vita ha un senso ora!

Ma sappi che Dio ama anche te! Ora so che tutti hanno bisogno di Dio. Prima di conoscere la vera vita, guardavo i ragazzi che acquistavano auto oppure si sposavano, e li odiavo per invidia. Ora li vedo con occhi nuovi: molti sono infelici e vuoti perché, pur avendo tutto, mancano di Gesù! Se vuoi un aiuto, non chiederlo agli uomini o a una religione, ma inginocchiati e invoca Gesù e Lui ti darà quella pace che cerchi disperatamente!

Il mondo di oggi è come il Titanic che dicevano essere un transatlantico indistruttibile, il massimo della tecnologia, ma un semplice iceberg lo fece affondare. Su quella nave c’erano delle scialuppe e chi le prese si salvò. Oggi c’è una “scialuppa” anche per te, si chiama Gesù, se credi in Lui sarai salvato. C’è posto per tutti, anche per te, perché, è scritto: “Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato!”

Calogero Travale

Cristiani Oggi – dicembre 2025

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