Mozart, didjeridoo e particelle di Dio. Un omaggio a Ursula Caporali

Roma (NEV), 15 gennaio 2026 – Sabato 14 febbraio 2026, alle ore 20.00, la Chiesa avventista di Firenze (via del Pergolino 1/4) ospita Armonie eterne, concerto in memoria di Ursula Caporali, compositrice, pianista, ricercatrice e donna di fede, scomparsa nel 2022. L’iniziativa, sostenuta dall’Otto per mille della Chiesa avventista, inaugura un percorso multidisciplinare dedicato alla […]

Roma (NEV), 15 gennaio 2026 – Sabato 14 febbraio 2026, alle ore 20.00, la Chiesa avventista di Firenze (via del Pergolino 1/4) ospita Armonie eterne, concerto in memoria di Ursula Caporali, compositrice, pianista, ricercatrice e donna di fede, scomparsa nel 2022. L’iniziativa, sostenuta dall’Otto per mille della Chiesa avventista, inaugura un percorso multidisciplinare dedicato alla valorizzazione dell’eredità artistica e spirituale di questa originale figura della musica colta contemporanea.

Il programma prevede l’esecuzione di brani pianistici, composizioni vocali e pagine cameristiche firmate da Caporali, con la partecipazione di musicisti che hanno condiviso con lei un tratto di cammino umano e professionale, come si legge nei materiali di lancio dell’iniziativa.

Scarica il PROGRAMMA del 14 febbraio 2026

Dopo i saluti introduttivi, si alterneranno al pianoforte Paesaggi per due pianoforti, Gedanken, Mapk ed Emunah, accanto a momenti poetici e a una sezione dedicata al canto, con brani come Gerico, La scelta e La gloria del Signore. A chiudere la serata, le conclusioni affidate ai promotori del progetto e ai familiari.

Armonie eterne intende riaprire al pubblico il dialogo con un catalogo musicale che unisce sperimentazione, ricerca timbrica e spiritualità, mostrando come la musica possa essere, ancora oggi, linguaggio di conoscenza e contemplazione.

Per Ursula Caporali il suono non era mai fine a se stesso. Ogni composizione nasceva come interrogazione sul senso, come spazio di preghiera, studio, esperienza interiore. Dalla rilettura di Mozart alle contaminazioni con l’elettronica, fino all’invenzione del pedale HDPIUR capace di evocare il respiro profondo del didjeridoo, la sua ricerca ha sempre cercato un punto di incontro tra tradizione e avanguardia, tra scienza e fede, tra materia e mistero.

In opere come Swirling Yellow, ispirata alla scoperta del bosone di Higgs, il suono si fa metafora delle “particelle di Dio”: vibrazione primordiale, energia creatrice, luce che attraversa il cosmo.

In Emunah – termine ebraico che significa “fede” e “resilienza” – la musica diventa invece testimonianza di resistenza spirituale, scritta durante la malattia come atto di fiducia e speranza.

Questo sguardo integrale sull’essere umano, che unisce mente, corpo e spirito, si riflette anche nell’impegno delle Chiese avventiste per la promozione della cultura come strumento di crescita, dialogo e servizio. Nelle chiese protestanti c’è ampio spazio per la musica, per il suo valore educativo, come occasione di incontro tra generazioni, ponte tra linguaggi diversi, strumento di lode e di preghiera. L’omaggio a Ursula Caporali diventa così anche un segno concreto di attenzione verso la creatività, la ricerca e la dimensione spirituale.

Il progetto, curato da Maria Teresa Pizzulli per Officine d’Arte APS, prevede inoltre la revisione critica e la registrazione dell’ultima opera pianistica di Caporali, Emunah, insieme ad attività di divulgazione accademica, lezioni e seminari.

Con questo progetto si intende rendere omaggio alla figura della compositrice, inventrice e ricercatrice, con il suo patrimonio musicale da riscoprire, custodire e trasmettere.


Ursula Caporali (Cesena 1971 – Sydney 2022) si è formata al Conservatorio di Firenze, diplomandosi in pianoforte con il massimo dei voti, per poi specializzarsi in composizione tra Milano e Firenze. Fin dagli esordi ha mostrato una rara versatilità, spaziando dal balletto alla musica per giovani interpreti, fino alla sperimentazione elettronica con il centro Tempo Reale fondato da Luciano Berio. Dal 2009 ha vissuto in Australia, dove ha svolto attività di ricerca e insegnamento al Conservatorio di Sydney e ha brevettato il sistema HDPIUR, capace di emulare le sonorità del didjeridoo aborigeno. La sua produzione comprende oltre cinquanta composizioni.

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