Cose vecchie… cose nuove

«Non ricordate più le cose passate, non considerate più le ...

«Non ricordate più le cose passate, non considerate più le cose antiche. Ecco, io sto per fare una cosa nuova; essa sta per germogliare; non la riconoscerete? Sì, io aprirò una strada nel deserto, farò scorrere dei fiumi nella steppa» (Isaia 43:18-19). Il Signore annuncia al Suo popolo che la liberazione dall’esilio di Babilonia è certa e sarà sorprendente, e preannuncia una liberazione ancora più potente e di più vasta portata per tutte le nazioni. In un contesto biblico che richiama spesso la memoria e ne sottolinea l’importanza, qui leggiamo: «Non considerate più le cose antiche». Che cosa significa? Dobbiamo rinnegare il passato? Dobbiamo pensare che la memoria non abbia valore? Sappiamo che un popolo senza memoria è un popolo senza futuro, perciò la frase potrebbe apparire contraddittoria. La risposta è che la Parola non cancella la memoria: la colloca sotto lo sguardo sovrano di Dio e ci invita a non restare prigionieri di ciò che è già avvenuto.

Dio è sovrano. Questo è il primo grande messaggio che riceviamo dalla Scrittura. Le Sue opere passate sono grandi e certe; i Suoi metodi e, se vogliamo, i Suoi “schemi” sono sorprendentemente elastici.

Dio non può essere inquadrato nei nostri modelli. Quando pensiamo di conoscerLo così bene da poter prevedere le Sue risposte, rischiamo di considerarLo limitato in un recinto i cui confini sono stati delimitati dalla nostra mente umana, per poi restare meravigliosamente sorpresi dalle Sue azioni. Oggi è più che mai necessario comprendere quale sia la volontà di Dio che desidera compiere un’opera nuova in noi e attraverso di noi. Egli ci guiderà anche quando, a nostro avviso, il percorso non avrà indicazioni chiare perché spesso ci troveremo davanti alle confuse indicazioni di un mondo complesso come quello attuale.

Cari amici, possiamo aver letto libri di filosofia, trascorso anni a documentarci su Dio e sulla Sua volontà. Possiamo anche aver fatto nel passato esperienze spirituali esaltanti che ci hanno segnato profondamente e che continuiamo a ricordare con gratitudine. Tuttavia, se non saremo disposti ad aprire gli occhi per scorgere i “germogli” della Sua grazia nel presente, resteremo lontani dall’essere realmente sintonizzati con Lui. Perciò, come sta scritto in Efesini 5:17 «Non agite con leggerezza, ma cercate di ben capire quale sia la volontà del Signore… siate ricolmi di Spirito… ringraziando continuamente per ogni cosa Dio Padre, nel nome del Signore nostro Gesù Cristo; sottomettendovi gli uni agli altri nel timore di Cristo». Dio vi benedica in questo nuovo anno mentre continuiamo insieme a servirLo con gioia.

Raffaele Ludrico Esposito

Cristiani Oggi – gennaio 2026

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