Una ferma critica nei confronti del “sionismo cristiano”: i patriarchi e le guide delle chiese della Terra santa hanno diffuso una dichiarazione congiunta in cui criticano il movimento come un’ideologia dannosa che “inganna il pubblico, semina confusione e danneggia l’unità del nostro gregge” rischiando di mettere a repentaglio “la presenza cristiana in Terra Santa e più in generale nel Medioriente”.
Secondo i firmatari il sionismo cristiano sarebbe inoltre una “interferenza nella vita interna delle chiese” con cui si ignora “la responsabilità pastorale attribuita ai Patriarchi e ai Capi delle Chiese di Gerusalemme”, gli unici – ribadiscono – a poter rappresentare “le Chiese e il loro gregge in questioni relative alla vita religiosa, comunitaria e pastorale cristiana in Terra santa”.
Il comunicato non dettaglia i nomi di chi lo ha sottoscritto e in effetti l’impressione è che ogni rappresentanza abbia dato un peso diverso alla questione: la lettera risulta pubblicata dal Patriarcato greco-ortodosso di Gerusalemme, dal Patriarcato armeno ma non dal Patriarcato latino (ossia cattolico romano); anche la Custodia francescana di Terra santa, dopo aver pubblicato il comunicato, pare averlo rimosso.
Già da questi dettagli di forma – che, ci hanno sempre spiegato, corroborano la sostanza – si percepisce un’operazione piuttosto scomposta, impressione che viene confermata dai contenuti: in primo luogo la dichiarazione attacca il cosiddetto sionismo cristiano senza darne una definizione precisa; inoltre l’enfasi sulla rappresentanza esclusiva dell’ecumene cristiano trasmette l’impressione che i firmatari sentano in maniera impellente la necessità di rimarcare la propria autorità.
Se poi il comunicato punta il dito senza mezzi termini verso i gruppi evangelici che da tempo operano in Israele e che hanno stretto rapporti con il Governo israeliano (come rileva tra gli altri Jules Gomes per il Middle East Forum), è difficile non leggere a propria volta nella dichiarazione – per tempismo e contenuti – un intento che trascende lo spirituale e sfocia nel politico, né sorprende che la nota abbia sollevato le proteste degli ambienti evangelici e abbia avuto invece ampia risonanza tra i sostenitori della causa propal.
foto: jerusalem-patriarchate.info
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