Un punto di appoggio nella paura

Mi chiamo Eleonora, ho 18 anni e sono nata in una famiglia cristiana evangelica. Questo ha comportato il fatto che, fin da piccola, mi è …

Mi chiamo Eleonora, ho 18 anni e sono nata in una famiglia cristiana evangelica. Questo ha comportato il fatto che, fin da piccola, mi è stato insegnato che Gesù è la vera vita, che è vero Dio e vero uomo, che è morto per riconciliare noi peccatori con il Padre. Ho creduto a questi insegnamenti e li ho accettati. Ho anche sempre desiderato accettare Gesù nel mio cuore, ma mi sembrava un evento da collocare in un punto più lontano nel tempo, che fosse qualcosa di impossibile da realizzare pienamente alla mia tenera età di bambina.

A dieci anni, tuttavia, ho iniziato a provare una inspiegabile, ma profonda paura della morte: ogni sera, prima di addormentarmi, presentavo la richiesta al Signore di poter andare in cielo con Lui se avessi dovuto morire nel corso di quella notte. La mia semplice preghiera mostra come non avessi ancora compreso l’opera che Dio voleva fare nella mia vita.

Ho così iniziato a dedicare del tempo alla lettura della Parola e alla preghiera ricercando la salvezza. Crescendo la mia paura della morte è passata. Devo ammettere che non riuscivo a rispettare l’impegno di lettura e preghiera che mi ero imposta per tutti i giorni. Ma quando all’età di 15 anni ho accettato Gesù, ricevendoLo nel mio cuore come mio personale Salvatore, la mia vita è cambiata.

In questi ultimi tre anni il Signore ha fatto veramente molto per me: a 16 anni ho ricevuto il battesimo nello Spirito Santo, a 17, per grazia di Dio, ho potuto testimoniare pubblicamente della mia fede con il battesimo in acqua. Una delle cose più grandi che ha fatto il mio Dio, però, è che mi ha offerto un punto di appoggio nella paura. Sono sempre stata, e, in parte, sono ancora, una persona paurosa, anche se sicuramente questo mi ha protetto in alcune circostanze. Ora, però, so che “Nessuna arma fabbricata contro di [me]riuscirà” (Isaia 54:17)e che “in tutte queste cose [compresa la paura], noi siamo piú che vincitori, in virtú di colui che ci ha amati” (Romani 8:37). Adesso, nei momenti in cui la paura diventa grande, so che il Signore è il mio pastore e posso ripetere nella mia mente il Salmo 23. Mentre lo faccio, il Signore mi dà pace e sicurezza, ti suggerisco di provarci anche tu. «Il Signore è il mio pastore: nulla mi manca. Egli mi fa riposare in verdeggianti pascoli, mi guida lungo le acque calme. Egli mi ristora l’anima, mi conduce per sentieri di giustizia, per amore del suo nome. Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte, io non temerei alcun male, perché tu sei con me; il tuo bastone e la tua verga mi danno sicurezza. Per me tu imbandisci la tavola, sotto gli occhi dei miei nemici; cospargi di olio il mio capo; la mia coppa trabocca. Certo, beni e bontà m’accompagneranno tutti i giorni della mia vita; e io abiterò nella casa del Signore per lunghi giorni» (Salmo 23).

Eleonora

Cristiani Oggi – gennaio 2026

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