Fronte Viola: punto e a capo

Sono bastate due partite per tornare indietro di un mese. La sconfitta con il Cagliari e l’eliminazione in Coppa Italia con il Como ci consegnano una Fiorentina che ha fatto passi indietro preoccupanti. Nonostante i nuovi giocatori arrivati dal mercato di riparazione, la squadra di Vanoli palesa difficoltà di gioco ed errori tattici e difensivi.

Sono bastate due partite per tornare indietro di un mese. La sconfitta con il Cagliari e l’eliminazione in Coppa Italia con il Como ci consegnano una Fiorentina che ha fatto passi indietro preoccupanti. Nonostante i nuovi giocatori arrivati dal mercato di riparazione, la squadra di Vanoli palesa difficoltà di gioco ed errori tattici e difensivi.

Manca un giocatore che faccia filtro a centrocampo, che protegga una difesa che puntualmente commette 2 o 3 errori ,che permettono alla squadra avversaria di andare in gol, mentre per la fase offensiva sia Kean sia Piccoli che Gudmundsson segnano con il contagocce, anche perché non c’è una vera e propria trama di gioco d’attacco. Insomma, siamo punto e a capo, i pareggi con la Lazio e con il Milan e la vittoria con il Bologna ci avevano illuso che la strada intrapresa dai Viola fosse quella giusta, ma Cagliari e Como ci hanno riportato alla cruda realtà, ovvero una squadra che probabilmente non ha capito che anche un punto può servire per salvarsi e che a volte, soprattutto contro squadre che lottano per la permanenza in serie A, è meglio partire con l’obiettivo di non perdere.

A tratti sembra che la Fiorentina, abbia le stesse problematiche dello scorso anno, cioè forte con le grandi, grazie al fatto che comunque queste squadre attuano un gioco su cui la Fiorentina può ricalcare il proprio, ma quando si tratta di imporre la propria manovra con formazioni medio piccole va in tilt e subisce miseramente. Sorprende l’atteggiamento del tecnico, perché proprio lui giustamente disse che fino a maggio la Fiorentina avrebbe lottato e che solo con la politica dei piccoli passi si sarebbe arrivati alla salvezza. Concetto che forse non è riuscito a far capire ai giocatori gigliati, ma che speriamo sia cristallino nelle prossime partite, Napoli a parte, perché non è un obbligo vincere con le dirette concorrenti, ma è un obbligo non perdere gli scontri diretti. Intanto si aspettano gli ultimi colpi di mercato, perché a questa squadra mancano un centrocampista di rottura e un difensore veloce, non servono nomi roboanti, ma giocatori pronti da mettere subito in campo. Tra febbraio e marzo la squadra viola si gioca la salvezza, il tempo scorre, le partite diminuiscono e i punti sono pochi. Il resto è fuffa e non serve a niente. Fatti, non parole, serve concretezza, grinta, spirito di squadra e di sacrificio, noi lo abbiamo capito, ma i Viola?

Luis Laserpe

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