Ingressi migranti per lavoro, ce la fa solo il 16,9 per cento

Roma (NEV), 20 febbraio 2026 – di Matteo Durante e Giovanni Salari – Si è tenuta ieri, 19 febbraio, presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica, la conferenza stampa della campagna Ero Straniero, alla quale la FCEI aderisce, per la presentazione del IV rapporto annuale di monitoraggio sugli ingressi per lavoro in […]

Roma (NEV), 20 febbraio 2026 – di Matteo Durante e Giovanni Salari

Si è tenuta ieri, 19 febbraio, presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica, la conferenza stampa della campagna Ero Straniero, alla quale la FCEI aderisce, per la presentazione del IV rapporto annuale di monitoraggio sugli ingressi per lavoro in Italia. I dati illustrati mostrano un sistema che continua a perdere efficacia lungo tutta la filiera: a fronte delle 146.850 persone previste dalle quote del decreto flussi 2024, solo 24.858 hanno richiesto un permesso di soggiorno, pari al 16,9%. Ancora più basso il dato per il 2025, con il 7,9% delle quote che ha portato a una finalizzazione della procedura.

Secondo l’analisi, aggiornata a dicembre 2025 e basata su dati ottenuti tramite accessi civici ai ministeri competenti, il meccanismo dei click day si conferma strutturalmente inefficace, con migliaia di posti di lavoro che restano inutilizzati nonostante il fabbisogno dichiarato dal mercato.

Nel corso dell’incontro, Giulia Gori, intervenuta in rappresentanza della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, ha sottolineato come le criticità emerse dal rapporto non si traducano soltanto in un rallentamento amministrativo, ma abbiano conseguenze dirette sulla vita delle persone coinvolte. I nuovi filtri e controlli, ha evidenziato, rischiano di restringere l’accesso ai canali regolari, con il concreto pericolo di spingere lavoratori e lavoratrici verso percorsi di irregolarità.

A introdurre i lavori è stata la senatrice Cecilia D’Elia, che ha richiamato la necessità di una riflessione politica sull’efficacia degli strumenti oggi in vigore. Fabrizio Coresi, collegato da remoto per ActionAid, ha presentato i principali dati del monitoraggio, evidenziando le criticità nei diversi passaggi della procedura, dalle domande fino alla firma del contratto di soggiorno. Sono intervenuti anche Chiara Trevisani per Oxfam e Francesco Portoghese per ARCI, che hanno richiamato l’impatto concreto delle attuali procedure su lavoratori e lavoratrici coinvolti nei percorsi di ingresso.

Il rapporto segnala inoltre che, per i flussi 2024, si stima l’ingresso effettivo di circa 26.700 persone, di cui una quota significativa esposta al rischio di perdere il titolo di soggiorno a causa della mancata finalizzazione dell’assunzione. Una situazione che, secondo i promotori, alimenta precarietà e sfruttamento, anche alla luce delle truffe subite da chi paga intermediari o datori di lavoro fittizi senza poi ottenere un contratto.

Tra le proposte avanzate, la necessità di rendere più accessibile il permesso per attesa occupazione già previsto dalla normativa vigente, così da evitare che lavoratori entrati regolarmente scivolino nell’irregolarità per cause non imputabili.


Tutti i materiali relativi al dossier sul decreto flussi qui: https://erostraniero.it/dossier2026flussi/

Vai all'articolo su Nev


Nevit

193 Blog posts

Comments