Conclusa la visita ecumenica internazionale a Cuba

Con un messaggio di speranza, dialogo e solidarietà, un’importante delegazione ecumenica internazionale in visita a Cuba dal 28 marzo ha concluso la sua missione sull’isola la mattina del 31 marzo con una conferenza stampa tenutasi presso il Centro Stampa Internazionale dell’Avana.

Conclusa la visita ecumenica internazionale a Cuba

7 Aprile 2026

by Redazione

I vertici degli organismi ecumenici sull’isola per denunciarne l’isolamento e la crisi economica

Con un messaggio di speranza, dialogo e solidarietà, un’importante delegazione ecumenica internazionale in visita a Cuba dal 28 marzo ha concluso la sua missione sull’isola la mattina del 31 marzo con una conferenza stampa tenutasi presso il Centro Stampa Internazionale dell’Avana.

Durante l’incontro con i giornalisti, il reverendo Philip Vinod Peacock, segretario generale della Comunione mondiale delle chiese riformate, ha affermato che, contrariamente ad alcune percezioni internazionali, «la delegazione ha constatato che Cuba non rappresenta una minaccia, bensì un beneficio per molti Paesi». Ha ricordato che la solidarietà internazionale di Cuba, soprattutto nel settore sanitario, ha avuto un impatto positivo su numerose nazioni (fra queste l’Italia ndr.), dimostrando un impegno costante per il benessere degli altri popoli.

Oltre a Peacock, la delegazione era composta anche dal pastore Jerry Pillay, segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese; dal vescovo Anthony Poggo, segretario generale della Comunione Anglicana e dal pastore Reynaldo Ferreira Leao Neto, segretario generale del Consiglio metodista mondiale.

La delegazione ha condiviso le principali impressioni dopo diversi giorni di incontri con chiese locali, pastori e leader ecumenici, esperienze che hanno permesso loro di conoscere da vicino la vita delle comunità cristiane e le sfide che il popolo cubano si trova ad affrontare.

Pillay ha sottolineato che uno degli obiettivi principali della visita era proprio «vedere la realtà cubana con i propri occhi», un obiettivo che, a suo dire, è stato pienamente raggiunto. «Ora torniamo nei nostri Paesi con la responsabilità di condividere questa realtà con le chiese e le organizzazioni internazionali, portando al mondo la testimonianza di un popolo che, anche in mezzo a grandi difficoltà, mantiene viva la fede e la speranza», ha affermato.

I rappresentanti degli organismi ecumenici hanno dichiarato di aver potuto osservare direttamente la complessa realtà che il Paese sta vivendo e hanno notato che l’attuale crisi è in gran parte determinata dall’impatto dell’embargo economico imposto dagli Stati Uniti, nonché dalle pressioni economiche ed energetiche che incidono sulla vita quotidiana delle famiglie.

In risposta alle domande sulla libertà religiosa, Poggo ha affermato che la delegazione ha trovato un ambiente di apertura e piena partecipazione alla vita ecclesiale del Paese. Ha sottolineato che «i membri del gruppo hanno predicato, pregato e partecipato a diverse celebrazioni della Domenica delle Palme senza incontrare limitazioni», il che, a suo avviso, «è prova della libertà religiosa esistente e dello spirito di fraternità tra le chiese e le comunità cristiane a Cuba».

Neto ha ribadito la necessità di «continuare a promuovere il dialogo e la pace come mezzi essenziali per risolvere i conflitti tra Cuba e gli Stati Uniti». Ha affermato che le chiese di tutto il mondo «sosterranno ogni sforzo volto a costruire ponti di comprensione», convinto che «solo attraverso un dialogo rispettoso si possano raggiungere soluzioni durature».

I leader ecumenici hanno inoltre sottolineato che questo sostegno a Cuba non è una novità. Hanno ricordato che molte chiese e organizzazioni ecumeniche hanno operato in situazioni di emergenza nel Paese in coordinamento con le chiese cubane e hanno sensibilizzato l’opinione pubblica in vari forum internazionali sugli effetti dell’embargo.

 

 

 

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