Nigeria, il nodo della persecuzione

Banditismo o persecuzione? Il dibattito sull’intervento militare USA in Nigeria a difesa…

Banditismo o persecuzione? Il dibattito sull’intervento militare USA in Nigeria a difesa dei cristiani massacrati dagli estremisti islamici si sviluppa attorno a questa domanda.

Per Trump, che ha ordinato e rivendicato l’azione, si tratta di un blitz mirato appunto a tutelare una componente vessata da tempo (e, ha promesso il presidente, potrebbe non essere l’ultimo intervento); per gli osservatori europei – e, segnatamente, italiani – Trump avrebbe invece sbagliato posto (nel villaggio di Jabo, secondo fonti di Repubblica, non ci sarebbero conflitti religiosi), oppure l’intervento tout court, e comunque tutta la faccenda si profilerebbe come una mossa presidenziale pensata per rabbonire gli evangelici USA.

Secondo molti la persecuzione è una sorta di illusione ottica, un equivoco, perché il numero delle vittime di fede musulmana è addirittura superiore rispetto a quelle di confessione cristiana. Il dettaglio delle chiese bruciate, delle scolaresche rapite, dei villaggi devastati, evidentemente, sono solo un falso positivo che, beffardamente, si perpetua da anni – ben prima che Trump arrivasse nello Studio ovale – e su cui Open Doors con la sua World Watch List, il dossier mondiale più completo e minuzioso dedicato alla persecuzione dei cristiani, ha acceso un faro e lancia costantemente allarmi in tutte le sedi istituzionali.

Di fronte alla apparente sordità dei mezzi di comunicazione, più propensi a favorire una prospettiva neutra (o, forse, pilatesca), l’organizzazione allarga le braccia: «c’è una parte del mondo dei media che vorrebbe disinnescare questa attenzione, che non crede al fattore religioso come determinante», sospira Cristian Nani, direttore di Open Doors Italia, interpellato per un parere dalla nostra newsletter. «Francamente stancano, abbiamo riversato migliaia di dati e testimonianze attendibili».

Tuttavia, precisa ancora Nani, la sfida continua: «noi, dati alla mano, continuiamo a favorire un’analisi più reale e completa del fenomeno, inserendo a gran voce il fattore religioso perché reale».

foto: ilfoglio.it

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