Gobetti. Tre anni di celebrazioni

Il centenario della morte di Piero Gobetti si dilaterà in iniziative culturali e artistiche per i prossimi tre anni. Le linee generali del programma riguardano i vari aspetti del “Gobetti meno conosciuto”: il primo anno il suo essere letterato e scrittore, con iniziative anche sui suoi autori e sulla sua casa editrice. Il secondo…

Gobetti. Tre anni di celebrazioni

2 Febbraio 2026

by Piera Egidi Bouchard

Dal teatro all’editoria, il ricordo di Gobetti come instancabile animatore culturale

Il centenario della morte di Piero Gobetti si dilaterà in iniziative culturali e artistiche per i prossimi tre anni. Le linee generali del programma riguardano i vari aspetti del “Gobetti meno conosciuto”: il primo anno il suo essere letterato e scrittore, con iniziative anche sui suoi autori e sulla sua casa editrice. Il secondo anno sarà dedicato al Gobetti storico e politico, con un convegno internazionale su aspetti che lo mostrano anche oggi come un contemporaneo. Il terzo anno, il 2028, sarà un “anno di passaggio” tra Gobetti e il sessantesimo anniversario della morte di Ada (1968), ed è prevista una rivisitazione della rivista letteraria Il Baretti, sia negli anni di Piero sia in quelli contrassegnati, dopo la sua morte, dall’opera di Ada coadiuvata da Santino Caramella.

Il Centro studi a lui intitolato, fondato dalla moglie Ada, che si occupò di trasmetterne gli scritti e la memoria, donando la biblioteca e la stessa casa in via Fabro 6 dove avevano vissuto giovani sposi, ne è tuttora la sede: «Il Centro si è fatto promotore di questo Centenario – dice il direttore Pietro Polito –: si è costituito un Comitato nazionale per le celebrazioni nazionali della ricorrenza, in carica tre anni, presieduto da Gustavo Zagrebelsky. Ne fanno parte l’editore Einaudi, l’Archivio di Stato, l’Accademia delle Scienze, l’Ordine dei giornalisti e la Maison de l’Italie, presso la quale il 18 e 19 febbraio sono previsti un seminario sull’esilio e un incontro con le associazioni di cultura di Parigi. L’inaugurazione ufficiale sarà il 16 febbraio al teatro Carignano alla presenza del presidente Mattarella, con una prolusione di Zagrebelsky, mentre già il 22 gennaio al Comune di Torino in Sala Rossa è stata prevista la presentazione del programma. Tra il 27 gennaio e il 2 febbraio, per iniziativa del Teatro Stabile va in scena lo spettacolo Tutto in me è amore, scritto dal drammaturgo Diego Pleuteri».

«Il 10 febbraio – segnala ancora il direttore – uscirà presso la casa editrice Einaudi il libro La democrazia da fare, che raccoglie alcuni saggi di Gobetti, tra cui il famoso: “Il nostro protestantismo”, uscito nel 1923 sulla rivista Conscientia di Gangale. Come ha sottolineato nei suoi studi l’intellettuale valdese Alberto Cabella, che fu anche vicepresidente del Centro, questo articolo sviluppa uno dei cardini del suo pensiero, cioè la tesi della mancata Riforma in Italia, che, a differenza delle nazioni europee, ebbe invece la Controriforma. L’originalità di Gobetti è che per lui il soggetto che avrebbe realizzato la rivoluzione liberale sono gli operai: la Riforma che negli altri paesi si era sviluppata attraverso movimenti religiosi, in Italia avrebbe trovata la sua rappresentanza attraverso un movimento politico, condotto dalla classe operaia, in quanto classe nuova, non corrotta».

Nella Biblioteca Alliaudi di Pinerolo (via Cesare Battisti 11), sabato 7 febbraio dalle  15,30, convegno “Piero Gobetti. A cent’anni dalla sua scomparsa”. L’evento è organizzato da Biblioteca, Circolo dei Lettori, Società Storica Pinerolese, Fondazione Centro Culturale Valdese e all’Associazione Culturale Valdese Ettore Serafino. Introduzione di Andrea Balbo, poi Lorenzo Tibaldo illustrerà la vita e la figura di Piero Gobetti. Maurizio Trombotto concentrerà la sua analisi sui rapporti tra Gobetti e Pinerolo; Francesco Tesio si soffermerà sulle sue idee in campo economico. Poi le interrelazioni tra il pensiero gobettiano e il protestantesimo: Bruna Peyrot ne approfondirà le possibili convergenze; Davide Rosso si soffermerà su come Gobetti è stato letto negli anni ‘90 dai protestanti italiani; Piera Egidi Bouchard porrà in dialogo l’eredità di Giorgio Bouchard con quella di Gobetti. Durante il pomeriggio l’attore Riccardo Santipolo leggerà brani delle opere di Gobetti. 

 

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